Emily Quinn, l’intersessuale che lotta contro i pregiudizi

Emily Quinn, l’intersessuale che lotta contro i pregiudizi
da in Donne
    Emily Quinn, l’intersessuale che lotta contro i pregiudizi

    Emily Quinn è nata intersessuale, e ha raccontato la sua storia in una lettera aperta dopo MTV, e precisamente nella serie di Faking It, dove è stato lanciato un personaggio intersessuale per cui Quinn aveva fatto da consulente. L’argomento, spesso considerato un tabù, ha incuriosito molte persone, anche perché l’intersessualità ha davvero tante sfumature. Conosciamo meglio Emily e la sua storia.

    Emily Quinn ha raccontato al mondo cosa vuol dire essere intersessuale. Nel suo caso l’intersessualità deriva dal fatto che dentro l’addome al posto delle ovaie ha i testicoli, pur avendo una vagina con un aspetto assolutamente normale.

    L’intersessualità o ermafroditismo è da considerarsi una variazione cromosomica che riguarda la formazione dei genitali esterni e interni, per cui è possibile che sia presente allo stesso momento l’apparato femminile che quello maschile (che possono essere più o meno funzionanti), anche se Emily non è reattiva al testosterone prodotto nei suoi testicoli, che il suo corpo trasforma direttamente in estrogeni. ”Puoi essere completamente insensibile, che è ciò che sono io, e parzialmente insensibile. Ci sono degli uomini con l’insensibilità, anche se non sono molti. Io ho la forma completa, e questo significa che ho l’aspetto di una donna, ma ho cromosomi maschili e i testicoli”, ha raccontato Emily.

    Emily Quinn

    Alla nascita nessuno si era accorto di nulla, esteriormente non c’era niente di particolare. Crescendo sono arrivati i primi segnali. Così a 10 anni la la mamma di Emily la porta dal ginecologo, e avviene la scoperta. Con gli anni, lei ha deciso di convivere con i genitali maschili, ma molti medici le hanno consigliato di asportarli, lei però è contraria: ”Non ha senso farseli rimuovere, a meno che non si formino delle ernie o non diventino cancerosi. Tra l’altro se mai mi dovesse capitare di doverli rimuovere sarei costretta a sottopormi a terapie ormonali fino ai 60 anni. I testicoli in un corpo come il mio sono ciò da cui arrivano gli ormoni, quindi se non dovessero più esserci dovrei cercare di sostituirli in qualche modo, altrimenti correrei il rischio di sviluppare l’osteoporosi o di ritrovarmi direttamente in menopausa. In questo momento io sono stabile e in salute. E ancora: ”La gente è ossessionata dall’idea di risolvere il problema. I medici vogliono risolvere quello che secondo loro è un problema.

    Molti temono che possano dare luogo complicazioni tumorali, ma la verità è che non si fa abbastanza ricerca”.

    Quando era piccola, a Emily dicevano che era l’unica persona fatta in questo modo: ”Mi sentivo sola, avevo paura. Cercavo una presenza mediatica in cui ritrovarmi: ne avevo bisogno per non sentirmi un mostro. È per questo che ho deciso di fare questo passo. Per evitare che altri debbano vivere lo stesso. Ora come ora mi sento bene con il mio corpo, ma non posso dire lo stesso di molte persone che mi circondano”.

    Lei lavora con ​Advocates For Informed Choice, un gruppo legale che si batte per fermare gli interventi sui bambini intersessuali. Raccontando la sua storia ha ammesso che la maggior parte delle persone ancora non sa niente dell’intersessualità. Molti intersessuali non vivono apertamente la loro situazione. Il pregiudizio della gente ancora è troppo forte. Ma Emily non ha avuto paura di fare coming out, e spera che sempre più persone nel futuro prendano coraggio e capiscano di non essere da soli. ”Entrare in contatto con certe persone di dà energia, ti dà forza. Capisci che non sei solo. I dottori te lo dicono continuamente, “sei un caso unico” e ti viene voglia di poterne parlare con qualcuno. Ed è così che capisci di non essere un mostro o di non essere solo come credevi. Sei diverso, ma va bene così”.

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