Bar Refaeli, spot di intimo troppo osè: Israele la censura [VIDEO]

Bar Refaeli, spot di intimo troppo osè: Israele la censura [VIDEO]
da in Donne
    Bar Refaeli in intimo in uno spot censurato

    La divina Bar Refaeli posa in intimo per uno spot del marchio Hoodies ma la censura di Israele lo giudica troppo sensuale e osè e quindi lo esclude dalle fasce orarie protette, relegandolo dopo le dieci di sera. Ne nasce subito una polemica che ha trasformato la pubblicità in questione in un video virale su YouTube e i social network. Alla fine ha vinto ancora lei, con qualche riserva: Bar Refaeli è uno dei simboli più famosi di Israele, eppure il rapporto tra la top model e il suo Paese non è mai stato facile. Né quando posa come modella né quando si lancia in esternazioni durante le interviste.

    Bar Refaeli nasce ad Hod HaSharon nel 1985, figlia di Tzipi Levine, celebre modella israeliana degli anni settanta. Inizia la carriera da modella a soli 15 anni e nel 2000 vince il concorso di ‘Model of the Year’ in Israele, biglietto da visita che la fa conoscere in tutto il mondo e prelude al suo trasferimento a New York. Qui nasce il primo problema, perché la sua carriera e il trasferimento le evitano il servizio militare (obbligatorio anche per le donne). Nel 2007 lei esterna la sua felicità per la mancata leva durante un’intervista e ne nasce un caso nazionale, soprattutto per la frase “E’ preferibile vivere a New York piuttosto che morire per Israele“. Da quel momento in poi i moralizzatori israeliani saranno sempre più attenti al suo lavoro, censurando ad ogni occasione (e ormai non si contano più i cartelloni pubblicitari e gli spot di Bar segnati dal ban della censura).

    Passano gli anni ma, a quanto pare, l’occhio critico non diventa più morbido: Hoodies ha affidato a Bar Refaeli il ruolo di testimonial per la collezione primavera/estate 2014, facendola recitare in uno spot in cui ‘si fa in tre’ per soddisfare un pupazzo in stile Muppets.

    Niente che in Italia non si veda anche a ora di pranzo, eppure nel suo Paese è scattata la censura. Giudicate troppo provocanti le scene in cui le tre Bar sono a letto con il pupazzo, gli lavano l’auto in intimo, fanno il bagno insieme o giocano a strip poker. Lo spot è stato quindi relegato in seconda serata: quello che poteva diventare un danno notevole per l’azienda, però, si è invece rivelata una fortuna insperata. Il video è diventato subito virale e sta macinando visualizzazioni un po’ ovunque. Ci dispiace solo che gli israeliani non potranno godersi in Tv la visione della loro perla più preziosa, una modella che, a 29 anni, è ancora una delle più belle, sensuali, pagate e ammirate del mondo.

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