Wikileaks a luci rosse: il cinema per adulti trema

Wikileaks a luci rosse: il cinema per adulti trema
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    Wikileaks a luci rosse: il cinema per adulti trema

    Non saremo ai livelli dello scandalo internazionale provocato dal Wikileaks originale, ma anche i documenti messi in rete dalla sua versione per adulti, ovvero Porn Wikileaks, stanno causando più di un mal di testa dalle parti della San Fernando Valley, la cosiddetta Hollywood delle luci rosse.

    I due siti non hanno nulla in comune, e dietro il progetto non c’è certo Julian Assange, troppo preso dai suoi problemi legali e dalla sua biografia milionaria per occuparsi d’altro, però non c’è dubbio che questa nuova versione di Wikileaks nasca da una visione distorta del concetto di “libertà d’informazione”.

    In questo caso si tratta di una vera e propria lesione della privacy delle persone, visto che sul sito sono stati resi noti i veri nomi di oltre 23 mila attori del cinema per adulti, che quasi mai sul set utilizzano la loro reale identità, per ovvi motivi.

    La lesione della privacy è tanto più grave se si pensa che quasi nessuno degli attori porno in realtà lo fa di mestiere, e che quindi si tratta di persone che hanno una vita professionale e privata separata dal set. Ora questa separazione è messa in crisi, tanto che tutti, uomini e donne, tremano pensando alle ripercussioni di queste rivelazioni.

    Per ogni Jenna Jameson e Tory Black c’è infatti una miriade di persone che non vivono di questo, ma che magari per una sola volta hanno voluto provare il brivido dell’eccesso, per peccato di gioventù, per arrotondare lo stipendio o per passione. Tra le prime vittime, ci sono ad esempio due insegnanti che sono stati licenziati dopo che l’amministrazione scolastica ha appreso, proprio tramite il famigerato sito, che i loro stimati docenti avevano recitato in film a luci rosse da giovani.

    Tutto è successo perché gli autori dietro Porn Wikileaks hanno messo le mani sul database della Adult Industry Medical Healthcare Foundation, la più famosa clinica californiana che si occupa di test per l’Aids per gli attori del settore.

    E’ entrata così in possesso di tutti i loro dati sensibili, dall’identità agli indirizzi e le copie dei documenti, oltre a i risultati dei test clinici e perfino, in alcuni casi, le foto delle loro case.

    Il grande timore (e rischio concreto) è che tutti questi dati, finora tenuti nascosti, finiscano anche essei in rete nel nome di una non ben precisata libertà d’informazione. Il mondo del cinema a luci rosse riceve quindi un altro duro colpo, dopo la tremenda notizia di alcuni nuovi casi di Aids, che ha scosso anche l’opinione pubblica. La moda Wikileaks rischia quindi di diventare molto pericolosa, per tutti noi.

    Foto AP/LaPresse

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