Violenza sugli uomini da parte delle donne: quando i ruoli si invertono

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    Violenza sugli uomini da parte delle donne: quando i ruoli si invertono

    La violenza di genere nelle ultime settimane occupa con costanza le prime pagine dei quotidiani, riportando all’attenzione dell’opinione pubblica un tema scottante e, purtroppo, mai sopito. Di solito, però, quando si utilizza questo termine ci si riferisce alla violenza contro le donne. E’ innegabile che, a livello statistico, l’incidenza degli episodi di abusi fisici e psicologici contro le donne sia decisamente maggiore, ma nel novero della violenza di genere rientrano a pieno diritto anche i casi di violenza sugli uomini da parte delle donne. Alcuni potrebbero sorridere nel pensare a una evenienza del genere, ma non c’è proprio nulla di divertente in queste storie: quando i ruoli si invertono quel che resta in primo piano sono la violenza da un lato e la sofferenza dall’altro.

    Di violenza contro gli uomini si parla molto poco sui media, e le motivazioni dietro questo ‘silenzio’ sono di diversa natura. Innanzitutto, spesso si tende a banalizzare un argomento che è comunque grave, trasformandolo in oggetto di ironia e sminuendo le conseguenze di tali atti di violenza qualora perpetrati da donne. In secondo luogo (e non meno incisivo) bisogna evidenziare anche un fattore ‘vergogna’, che condiziona gli uomini vittime di abusi e li spinge spesso a non denunciare e a subire in silenzio, soprattutto nelle situazioni di violenza domestica. Il perché di questo atteggiamento è presto detto: nel pensare comune l’uomo è sempre stato l’elemento forte della coppia, in grado di dominare le intemperanze della controparte femminile. Ammettere di essere vittime porterebbe in qualche modo a una ammissione di sconfitta, che non è solo dovuta alla paura, ma proprio al terrore di essere giudicati dagli altri uomini.

    La colpa è dei tabù e del peso eccessivo dato a quel che potrebbero pensare gli altri, che sono poi anche alla radice dei problemi di quelle donne che non denunciano il compagno violento e continuano a subire in silenzio nel nome di non sa bene quale principio ‘morale’. Questo miscuglio di cause è anche alla base della carenza di ricerche e statistiche per quanto riguarda l’incidenza della violenza sugli uomini nella società moderna: da un lato il senso di vergogna della vittima, aggravato magari dal fatto che la partner sembra assolutamente normale agli occhi degli altri, dall’altro la difficoltà nel circoscrivere la definizione di violenza, essendo questo un fenomeno aperto a varie interpretazioni e diversi livelli di gravità. E’ da considerarsi violenza nei confronti di un uomo, ad esempio, un episodio in cui non si riscontra una ferita fisica ma sussitono intimidazioni e atteggiamenti da stalker?

    CASI DI VIOLENZA SUGLI UOMINI

    Uno dei casi più famosi in assoluto, quando si parla di violenza sugli uomini, è quello che ha visto protagonista Debra Lafave, insegnante che ha sedotto un alunno di 14 anni, inducendolo a dei rapporti intimi e che ha giustificato questo comportamento con il trauma di un matrimonio fallito e di un lavoro che non le dava soddisfazione. Tentativo che non le è servito a evitare la condanna. Ancora, in provincia di Trapani i carabinieri hanno allontanato dalla famiglia una donna sulla trentina che, per ben cinque anni, avrebbe usato violenza fisica e psicologica nei confronti del marito, picchiandolo con un mattarello, sottraendogli i soldi dello stipendio e costringendolo spesso a dormire in auto.

    L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda un uomo romano sfigurato con l’acido muriatico da alcuni sicari, assoldati da una donna che già da mesi lo perseguitava perché non si arrendeva alla fine della loro storia. L’atto criminale è arrivato dopo mesi di telefonate, messaggi intimidatori e atteggiamenti prevaricatori. La violenza finisce nel momento in cui la donna viene arrestata? No, e infatti l’uomo ancora oggi non esce di casa se non è accompagnato. Le sue parole valgono più di mille discorsi e inquadrano perfettamente il clima in cui si svolgono molti degli episodi di violenza sugli uomini: “E’ riuscita a rovinarmi per sempre, come se mi avesse ucciso. Diceva che mi aveva in pugno, che eravamo legati per sempre e che dovevo scegliere tra una vita insieme o la morte certa“.

    L’amore ossessivo che diventa malattia è il movente che guida la mano di tanti uomini che non accettano la fine di una storia, ma sarebbe ingenuo e ingiusto pensare che le donne non siano capaci di atti altrettanto folli.

    VIOLENZA SUGLI UOMINI: UN FENOMENO COMPLESSO

    Un team di ricerca legato all’associazione familiaristi italiani ha condotto, in collaborazione con l’Università di Siena, uno studio attento (forse il primo di questo genere) sul tema della violenza sugli uomini da parte delle donne. Un percorso lungo tre anni tra analisi e sondaggi ha portato a una fotografia inattesa che smonta tutti i pregiudizi dei soliti soloni, responsabili della scarsa attenzione riservata all’argomento. Gli intervistati hanno messo in luce un contesto in cui la violenza si manifesta in tutti i settori della vita comune:

    1) la violenza fisica, messa in atto con modalità tipicamente femminili come graffi, morsi, capelli strappati e lancio di oggetti;

    2) la violenza sessuale, che è sia mortificazione fisica e psichica sia costrizione a pratiche poco gradite che provocano vergogna;

    3) la violenza psicologica ed economica, che dal sondaggio emerge come la più diffusa e che si può manifestare in modalità diverse, dall’umiliazione in pubblico alla denigrazione per le condizioni economiche, dall’impedimento nel coltivare i propri hobbies al controllo sul denaro speso fino ad arrivare ai pedinamenti e alle pratiche da stalker vere e proprie;

    4) gli atti persecutori, nonostante l’esempio da noi riportato in precedenza, sembra avere meno incidenza e si manifesta nel consueto fuoco di fila di telefonate indesiderate, invio di mail ed sms, ricerca insistente di colloqui e danneggiamento di beni.

    Cosa emerge da quanto detto finora? Che gli uomini spesso mascherano dietro l’illusione del sesso forte le proprie debolezze, sia quando recano offesa (fisica e morale) ad una donna sia, a maggior ragione, quando sono loro stessi vittime di tale violenza. I diretti interessati dovrebbero quindi trovare il coraggio di denunciare, consapevoli che ammettere una debolezza è il primo passo per combatterla e che, comunque, subire in silenzio non risolve nulla. Lo sforzo più grande, però, dovrebbe arrivare dall’opinione pubblica, che dovrebbe smettere di minimizzare gli episodi di violenza contro gli uomini trasformandoli in macchiette da bar. Perché dietro le parole e le risate ci sono uomini che soffrono e, non così di rado, perdono la vita. Anche in questo uomini e donne sono sulla stessa malandata barca.