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Usi creativi della pupù che non potete immaginare

Usi creativi della pupù che non potete immaginare
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    Usi creativi della pupù che non potete immaginare

    Quando si parla di escrementi, l’ultimo pensiero che viene in mente riguarda gli usi creativi della pupù. Uno sano di mente neanche immaginerebbe che le feci possano avere altro destino se non scorrere via lungo le fognature, eppure è così. Scienza e cultura si sono unite per inserire anche la pupù nel novero di quelle materie che non si distruggono ma si trasformano. Pensavate che, solo perché vengono espulse dal corpo, le feci non avessero alcuno scopo nella vita? Non è così, pensateci la prossima volta che ne calpestate una sul marciapiede di fronte a casa.

    FONTE DI ENERGIA
    E’ una di quelle storie che ogni tanto tornano di moda: la produzione di energia dalle feci di animali. Possibile? Ogni anno solo cani e gatti solo negli Stati Uniti producono oltre 10 milioni di tonnellate di feci. Pupù lasciata lì a decomporsi, con grande spreco perché il 17% della produzione di metano nel mondo arriva proprio dal processo di digestione degli animali, senza contare la decomposizione dei rifiuti soldi urbani. E infatti c’è già chi ha pensato di utilizzare le feci per produrre energia, gas naturale e persino combustibile per utilizzo industriale.

    FECI IN CUCINA
    Possibile utilizzare la pupù per cucinare? Sì, ma nel senso che gli escrementi possono essere trattati per essere utilizzati come combustibile per cucinare. Non si tratta certo di una ricetta che consente di mettere in tavola uno sformato di feci, eppure nella zone rurali dell’India c’è chi ha messo insieme alcune ricette per trattare gli escrementi animali e trasformarli in dischetti utili per alimentare il fuoco. Bastano un po’ d’acqua, qualche buccia vegetale, cacca di mucca e tanta buona volontà, perché il tutto va miscelato con le mani o con i piedi.

    CASE DI FECI
    Quando esclamate “che casa di m…!” di certo non avete in mente una struttura costruita interamente con feci animali, eppure esistono davvero. Sempre in India, dove gli escrementi animali (soprattutto delle mucche) vengono tenute in grande considerazione, e utilizzate anche per costruire ripari di emergenza contro i monsoni e le piogge violente. Non servono a riparare le persone, eh, ma soltanto il raccolto o materiale deperibile, perché pare queste case di feci siano piuttosto resistenti alle intemperie.

    FECI IN MEDICINA
    La pupù può essere utilizzata anche come medicina, nel caso della cosiddetta ‘batterioterapia fecale’, nota anche come trasfusione fecale. Si tratta di un trattamento sperimentale, utilizzato nei casi di più grave di colite, quando il paziente non risponde ad altre terapie. Consiste nel ripristinare l’ecologia microbica e il corretto funzionamento del colon, reintroducendo un microbiota umano sano prelevato da feci di un donatore sano, spesso un parente del paziente. Può anche fare impressione ma, a quanto pare, si tratta di una cura decisamente efficace.

    AFRODISIACO SESSUALE
    La pupù può anche essere utilizzata per portare un po’ di pepe nella relazione di coppia.

    Se vi appassiona l’argomento, allora avete una tendenza alla ‘coprofilia’, termine che indica chi apprezza le feci umane. Che, nel caso specifico, possono essere utilizzate in modi diversi al fine di ottenere l’eccitazione: c’è chi le mangia, chi preferisce osservare una persona mentre le produce, chi vuole farsele tirare addosso. Inutile dire che tutte queste pratiche hanno risvolti medici e psicologici notevoli (dall’ossessione all’epatite, per citarne due).

    FECI NELL’ARTE
    L’arte del 1900 si è mostrata molto interessata alle feci, fin dalla ben nota ‘merda d’artista’ di Piero Manzoni (che, però, era solo gesso in una scatoletta simile a quella utilizzata per la carne). Il più noto e controverso degli artisti fecali è senza dubbio Chris Ofili che, in una mostra al Brooklyn Museum of Art, nel 1999 ha presentato la sua opera ‘La Vergine Maria’. Soggetto sacro, con l’unico problema che la Madonna era circondata da immagini a luci rosse e da escrementi di elefante. La polemica è stata immediata ed esplosiva, con tanto di censura, scomunica e causa legale tra il museo e la città di New York.

    FECI NELLA CONCIA
    La concia è il trattamento utilizzato per trasformare le pelli animali e conservarle per usi futuri (per la produzione di accessori, ad esempio). Si tratta di un processo la cui storia risale agli albori dell’umanità, e che ha dovuto sempre fare i conti con due fattori: la decomposizione delle pelli appena scuoiate e il loro odore mefitico. In aggiunta, nel 1700 la preparazione prevedeva l’immersione in una vasca in cui la pelle era trattata con un misto di feci di animali e urina, per renderla più malleabile. Pensate solo al soave profumo che si spandeva per l’aria.

    CARTA RICICLATA
    Incredibile ma vero, dalle feci animali è possibile produrre anche carta riciclata e perfettamente biodegradabile. L’idea è di un imprenditore della Thailandia, tale signor Wanchai che, per mesi, ha raccolto e portato a casa la pupù di mucche ed elefanti per studiarne la texture e i possibili utilizzi. Alla fine è riuscito a produrne carta, con un processo complesso che prevede: lavare la cacca per cinque ore, farla frullare per oltre tre ore, trasformarla in palle, poi stenderla e farla essiccare per potere, alla fine della lunga attesa, lavorarla e ottenerne la carta.

    CAFFE’ KOPI LUWAK
    Ormai è cosa nota a tutti che uno dei caffè più pregiati e costosi del mondo viene prodotto grazie alle feci animali. Si chiama Kopi Luwak ed è prodotto grazie al gentile aiuto dello zibetto comune delle palme, simpatico animale che ingerisce le bacche della pianta del caffè, le digerisce parzialmente e poi le espelle attraverso le sue feci. Queste vengono poi tostate e trasformate in una miscela dal sapore inconfondibile, prodotta solo nell’arcipelago indonesiano.

    SPORT CON LE FECI
    Il titolo di sport più assurdo del mondo va a una disciplina nata e sviluppata in Oklahoma ma molto celebre in tutte le aree rurali degli Stati Uniti, dove il divertimento è di casa. Si chiama Cow Chip Throwing ed è una sorta di versione post-moderna del lancio del disco, solo che il disco è fatto di pura cacca di mucca pressata ed essiccata. Vince non solo chi riesce a lanciarlo più lontano, ma anche chi partecipa con il disco più grosso e compatto. La gente è tanto appassionata che a Beaver, cittadina dell’Oklahoma, sono nate persino le ‘olimpiadi’ locali.

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