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Uomo rapito e violentato da tre donne per il suo seme

Uomo rapito e violentato da tre donne per il suo seme
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    Uomo rapito e violentato da tre donne per il suo seme

    Lo hanno minacciato con una pistola, lo hanno rapito e drogato, poi lo hanno violentato ripetutamente per ottenere il suo seme. Tre donne, secondo quanto riportato dalla vittima, un uomo di 33 anni, lo avrebbero costretto a salire su una macchina, poi gli avrebbero fatto bere una bevanda, probabilmente drogata con qualche sostanza, e avrebbero abusato di lui. L’uomo rapito e violentato da tre donne per il suo seme ha raccontato pure che le sue aguzzine erano attrezzate con una sorta di frigorifero portabile, all’interno del quale i tre sacchetti in cui era stato conservato il suo seme è stato tenuto al fresco. La polizia ha aperto una indagine per stupro, e l’allarme cresce dal momento che tale pratica sembra essere diventata una nuova tendenza.

    L’uomo rapito da tre donne armate è stato caricato su una BMW nera e stuprato dalle stesse persone che hanno raccolto il suo seme conservandolo in un contenitore refrigerato. E’ stato abbandonato a Kwazakhele, a circa 500 km di distanza dal luogo in cui è avvenuto il rapimento, cioè a Port Elizabeth, in Sud Africa. Le autorità hanno riferito che si trovava in stato confusionale. La vittima ha raccontato che le donne, per ottenere più seme, lo avrebbero costretto a bere ripetutamente una sostanza non meglio identificata.

    Il fenomeno è preoccupante, anche perché il metodo sembra essere già noto alle forze dell’ordine, una tendenza in crescita, insomma. Come riporta anche il Sowetan Live, non è il primo caso di questo tipo su cui le autorità si sono trovate a indagare. Ora la polizia ha aperto un’indagine per lo stupro dell’uomo, e anche se ancora non ci sono svolte di rilievo, ci sono dei precedenti in cui è già avvenuta l’identificazione delle colpevoli.

    Ad esempio in Zimbabwe, era il 2011, quando la polizia denunciava la pratica temendo fosse estesa a livello nazionale: nel paese africano si moltiplicavano, infatti, le denunce di stupri ai danni degli uomini da parte di donne, interessate a prelevare il seme del maschio violentato – si pensa – per rituali esoterici, o per traffici non meglio precisati.

    E proprio nel novembre di quell’anno tre donne furono portate davanti al giudice nella capitale Harare, chiamate a rispondere di 17 capi d’accusa per aggressione oscena con l’aggravante della violenza, visto che il codice penale dello Zimbabwe non contempla la violenza sessuale agli uomini. Le tre imputate furono arrestate e poi rilasciate su cauzione. Ad ogni modo la polizia, come ha spiegato l’investigatore Andrew Phiri alla Bbc, pensa che si tratti proprio di un’organizzazione che opera su scala nazionale. Resta ancora tutto da scoprire il reale motivo di queste aggressioni.

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