Speciale Natale

Torture sulle donne: oggi come ieri non è cambiato niente

Torture sulle donne: oggi come ieri non è cambiato niente
da in News
Ultimo aggiornamento:
    Torture sulle donne: oggi come ieri non è cambiato niente

    Il tema della violenza sulle donne, purtroppo, non sembra mai passare di moda. Che si tratti di violenza fisica o psicologica, di minacce o di tradizioni che possiamo definire barbare, le donne sono ancora oggi al centro di numerosi casi di cronaca nera. Non deve stupire, quindi, che la violenza spesso si trasformi in tortura legalizzata, come accade in molte parti del mondo. Quando si stabilisce il principio che esiste una superiorità di genere dell’uomo sulla donna, il passo successivo verso la violenza istituzionalizzata è decisamente breve. In questo articolo vogliamo allora ricordare quali sono le forme di tortura sulle donne più comuni e, purtroppo, ancora molto diffuse.

    In questa sede non prenderemo in considerazione la violenza domestica, il femminicidio o lo stalking, sebbene siano esempi perfetti di una perversa concezione maschile del mondo e vadano quindi condannati senza se e senza ma. Abbiamo già trattato l’argomento in passato, con una presa di posizione forte: chi picchia una donna non è un uomo e i veri uomini dicono no alla violenza! Lo scopo di questo articolo, però, è diverso: è ricordare a tutti che, in varie parti del pianeta, esistono ancora forme di tortura fisica e psicologica tollerate, se non avallate, dallo Stato. E una nazione che consente la tortura sulle donne non può dirsi civile! E’ un tema che riguarda tutti noi, anche se questi episodi di violenza avvengono lontano dai nostri occhi.

    infibulazione

    INFIBULAZIONE: l’infibulazione è una delle forme di tortura e mutilazione più tremende e intollerabili, eppure ancora oggi molto diffusa in Africa, in alcuni Paesi arabi (come l’Egitto) e nel sudest asiatico. Si tratta di una forma di tortura di origine culturale, che affonda le radici addirittura nell’antico Egitto dei faraoni. Effettuata in giovane età, consiste nell’asportazione del clitoride, delle piccole labbra e di parte delle grandi labbra, seguita dalla cucitura della vulva (lasciando solo un piccolo foro per consentire i bisogni corporali). Lo scopo è preservare la verginità della donna fino al matrimonio: sarà compito del futuro marito, infatti, operare la ‘scucitura’ prima di consumare il rapporto. Dal quale, comunque, la donna non proverà alcun piacere, vista l’asportazione degli organi. Senza contare i problemi di salute causati dall’infibulazione (infezioni, cistiti) e i possibili danni in caso di gravidanza. Abbastanza per considerarla una vera barbarie, eppure ancora oggi esistono zone (come la Somalia) in cui il 98% delle donne viene sottoposta a questa tortura.

    mabuse

    BREAST IRONING: l’Africa è stata la culla dell’umanità e ancora oggi rappresenta un Continente ricco di fascino e cultura, quindi spiace constatare che molte delle pratiche più barbare sul corpo delle donne sopravvivano proprio lì. Eppure anche il breast ironing (traducibile come ‘stiramento del seno’) è ancora diffuso, soprattutto in Camerun e nelle aree dell’Africa centrale. Anche in questo caso la sua radice è storica e culturale. Questa tortura viene praticata in giovane età, condotta di solito dalla madre della ragazza. Consiste nel percuotere e ‘stirare’ il seno con oggetti caldi, per bloccarne la crescita o farle sparire del tutto. Lo scopo? Rendere le ragazze meno appetibili per gli uomini ed evitare così che vengano stuprate. Il breast ironing, però, è estremamente doloroso e può avere conseguenze mortali: ustioni ma anche distruzione delle ghiandole mammarie e cancro al seno.

    loto dorato

    LOTO D’ORO: la tecnica del loto d’oro è l’esatta rappresentazione di come una visione maschile distorta possa provocare danni alle donne. Si tratta di una pratica tipica della Cina (ma diffusa anche in Giappone), nata durante la dinastia Song ma sopravvissuta fino a quasi tutto il XX secolo. Consisteva nel deformare artificialmente i piedi delle donne per provocare l’andatura oscillante (da qui il nome). L’ideale di bellezza prevedeva che le donne, fin da quando erano molto piccole, avessero la pianta dei piedi piegata, fasciata e mantenuta a una lunghezza tra i 7 e i 12 centimetri. Una procedura che poteva durare anche 10 anni e che provocava i cosiddetti piedi a mezzaluna, con le ossa e le articolazioni completamente distrutte o deformate. Oggi ci appare come una mostruosità, eppure il piede a mezzaluna era considerato fonte di forti impulsi erotici nel passato. Oggi di questa pratica ci restano filmati agghiaccianti, poche sopravvissute e collezioni di scarpine da film dell’orrore.

    Lapidazione

    LAPIDAZIONE: tortura e sentenza di morte al tempo stesso, la lapidazione è stata usata fin dall’antichità per punire la prostituzione, l’adulterio o l’assassinio (e in alcuni Paesi anche l’apostasia e l’omosessualità). Si potrebbe pensare che una forma così barbara di giustizia sia finita da tempo nel dimenticatoio, e invece ancora oggi è presente nella giurisdizione di alcuni stati islamici, dalla Nigeria all’Arabia Saudita, dallo Yemen al Pakistan. Per fortuna, nonostante sia ancora perfettamente legale, anche in questi Stati si tratta di una pratica poco o per nulla utilizzata (se si esclude la Somalia, dove viene gestita dalle corti islamiche), come accade anche per la flagellazione. Citata anche nella Bibbia (dove non è condannata, anzi l’opposto), la lapidazione consiste nell’uccidere la vittima attraverso il lancio di pietre, con la partecipazione di una nutrita folla di popolani.

    attacco acido

    RAGAZZE ACIDIFICATE: con questo termine ci si riferisce a quelle donne che sono state sfigurate con l’acido, una pratica illegale eppure tollerata in molte parti del mondo. Gli attacchi con acido sono in aumento anche in Italia. E’ ancora molto diffusa nelle nazioni dell’Asia meridionale, ma la cronaca spesso racconta di casi anche in Paesi islamici e ci sono casi accertati anche nel Regno Unito (da parte di immigrati asiatici o africani). Si tratta, ovviamente, di una forma di aggressione premeditata con lo scopo di sfigurare, torturare e anche uccidere la donna. Il motivo è spesso futile e legato ai ‘sentimenti’ (un presunto tradimento, un rifiuto o semplicemente un vestito troppo provocante). Consiste nel gettare una sostanza corrosiva sul corpo o sul volto di una donna, danneggiandola così sia a livello fisico che psicologico. Le conseguenze possono essere gravissime e le associazioni per i diritti umani stanno vigilando con attenzione perché questa pratica sembra tornata di gran moda negli ultimi anni.

    violenza india

    STUPRO PUNITIVO: tutte le forme di tortura citate finora sopravvivono, purtroppo, anche ai giorni nostri, ma ce n’è una che sta vivendo una fase di recrudescenza proprio negli ultimi anni. Ci riferiamo allo stupro, spesso con scopo punitivo. Basta effettuare una semplice ricerca tra le news online per rendersi conto di come la violenza sessuale sia diventata la valvola di sfogo di frustrazioni personali e sociali, aggravata spesso da convinzioni culturali deviate e tradizioni barbariche. L’India è il Paese in cui lo stupro punitivo o di gruppo sta diventando una piaga endemica e difficile da contrastare (nonostante le pene severe e la proposta di pena di morte per chi abusa). Le donne indiane che camminano da sole per strada ormai tremano al pensiero di un assalto, che non risparmia neanche le bambine. In un Paese che vanta donne importanti in politica e nella cultura, la figura femminile è spesso vista ancora come un oggetto, ed è da qui che nasce il dramma culturale dello stupro punitivo.

    1328

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN News

    Speciale Natale

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI