Superata velocità della luce: Einstein messo in dubbio

Superata velocità della luce: Einstein messo in dubbio
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    Superata velocità della luce: Einstein messo in dubbio

    La possibilità di superare la velocità della luce è stato quasi sempre un sogno da romanzo di fantascienza, che però molti studiosi del settore hanno covato per anni, alla ricerca dell’elemento perfetto per questo tipo di impresa. Oggi non si fa che parlare di neutrini, che sarebbero proprio i protagonisti dello sfondamento del muro della luce.

    Si tratta di un esperimento compiuto dagli gli scienziati del CERN, che hanno sparato un fascio di neutrini dai laboratori di Ginevra verso quelli del Gran Sasso, in Italia, dove è posto uno dei rilevatori. I neutrini sono le particelle più effimere che si conoscano, prive di carica elettrica. Non interagiscono con la materia e fino a qualche tempo fa si pensava fossero privi di massa.

    Ebbene, il fascio di neutrini avrebbe raggiunto il Gran Sasso, che si trova a 730 chilometri di distanza, con un anticipo di 60 nanosecondi rispetto a quanto previsto. I nanosecondi sono un’unità di misura infinitesimale per noi comuni mortali, ma per la scienza significano ora mettere in discussione le teorie di Albert Einsten.

    Se è vero che i neutrini hanno anticipato i tempi di 60 nanosecondi, allora vuol dire che hanno viaggiato ad una velocità superiore a quella della luce, raggiungendo quindi un picco che è uguale alla velocità della luce (299.792,458 chilometri al secondo) più 60 nanosecondi.

    Un discorso forse complesso, ma che sta mettendo in subbuglio la comunità scientifica di tutto il mondo.

    Uno dei cardini della teoria della relatività di Einstein è proprio il limite della velocità della luce, ma se questo limite si è dimostrato valicabile allora l’intero complesso teorico andrebbe messo in discussione, il che significherebbe dover riscrivere oltre 50 anni di storia della fisica (e non solo). Ecco perché gli studiosi che hanno realizzato l’esperimento ci vanno con i piedi di piombo.

    Il viaggio dei neutrini è avvenuto infatti ben 3 anni fa, e per tutto questo tempo i ricercatori hanno analizzato il risultato, compiendo oltre 15mila rilevazioni e ulteriori esperimenti, prendendo in considerazione ogni fattore possibile che potrebbe aver distorto il risultato. Alla ricerca di un errore che non è stato trovato, come confermato dal dottor Antonio Ereditato dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

    Ora i risultati sono stati messi online, diventando di dominio pubblico. Lo scopo è coinvolgere altri ricercatori per far sì che si svolgano più prove contemporaneamente alla ricerca di un eventuale errore nelle rilevazioni. Come conferma Ereditato: “vogliamo solo l’aiuto dalla comunità scientifica per capire questo folle risultato, perché è pazzesco e con conseguenze che possono essere davvero serie”.

    Insomma, prima di mettere in discussione il buon Albert Einstein c’è bisogno di qualche altra prova, ma anche così c’è abbastanza carne al fuoco per creare un terremoto nel mondo della fisica.

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