Steve Jobs, Grammy Award postumo nel 2012

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    Steve Jobs, Grammy Award postumo nel 2012

    Steve Jobs non verrà dimenticato tanto facilmente, e l’ennesima conferma arriva dagli organizzatori dei Grammy Awards, prestigioso riconoscimento che ogni anno viene assegnato agli artisti che hanno ottenuto i maggiori successi nel mondo dell’industria discografica. Un premio speciale postumo sarà dedicato nel 2012 proprio al fondatore della Apple.

    Diciamo che tecnicamente si tratta di un’eccezione alle regole del premio, visto che i Grammy Awards vengono assegnati per premiare i dati di vendita e la qualità della musica, e finora non si era mai avuto alcun accenno alla parte tecnologica del settore. Considerando anche che molti vedono l’arrivo dei lettori mp3 e dell’iPod come la grande causa della morte del mercato, capirete che la notizia ha sorpreso molti.

    Eppure le dichiarazioni dei responsabili del premio lasciano poco spazio agli scettici. Il 12 febbraio 2012, nel corso della cerimonia ufficiale che decreterà i vincitori per il 2011, verrà riservato un momento speciale dedicato proprio a Steve Jobs, morto il 5 ottobre 2011 sconfitto da un tumore al pancreas.

    Non avrà mai scritto canzoni o suonato uno strumento, eppure è innegabile che con le invenzioni di casa Apple il buon Steve Jobs abbia modificato per sempre il modo di creare e distribuire la musica, influenzando artisti più o meno famosi, compresi quelli che ora creano le loro opere direttamente sull’Ipad. Senza contare che con iTunes ha fornito una valvola di sfogo per le etichette in crisi di vendita a causa della pirateria.

    Questa la motivazione ufficiale del Grammy postumo, assegnato a Jobs “per aver contribuito a creare prodotti e tecnologie che hanno trasformato il modo di consumare la musica, la televisione, i film e i libri”. Alcune voci critiche si sono già impegnate a smorzare gli entusiasmi degli Apple-maniaci, ma voi cosa ne pensate, Steve Jobs merita davvero un Grammy Award oppure il tutto sembra una contraddizione in termini?

    Foto AP/LaPresse