Scolapasta in testa sulla patente: il caso del pastafariano

Scolapasta in testa sulla patente: il caso del pastafariano
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    Scolapasta in testa sulla patente: il caso del pastafariano

    Ognuno crede in quel che vuole, e questo dovrebbe essere un principio basilare della convivenza pacifica. Dall’Austria arriva però una notizia davvero surreale, a metà strada tra religione e motorizzazione. Perché se tutti hanno il diritto di scegliersi una fede, non tutte le religioni hanno la stessa considerazione davanti alla legge.

    Il protagonista della vicenda è un giovane imprenditore austriaco, Niko Alm, ateo convinto e praticante, che ha voluto provocare le autorità del suo Paese per quanto riguarda il rispetto delle idee altrui, presentandosi alla motorizzazione per il rinnovo della patente con una foto in cui indossava un comodo e fashion scolapasta.

    Prima che qualcuno di voi si getti sul telefono per chiamare la neuro, dovete sapere che questa provocazione nasce comunque da un culto che esiste davvero, e si chiama Pastafarianesimo, evidente presa in giro dei nuovi culti tanto di moda come il Rastafarianesimo (che nasce come movimento nazionalista in Etiopia).

    Invece di una divinità classica tutta barba e veli svolazzanti, i pastafariani dedicano le loro preghiere al divino Spaghetto Volante, e il pantheon è composto da tutte le varie specialità di pasta presenti nella cultura umana. Si tratta, come evidente, di una religione parodistica, nata nello Stato del Kansas sette anni fa come protesta all’insegnamento obbligatorio nelle scuole della teoria creazionista assieme a quella evoluzionistica.

    Il suo inventore fu l’allora 25enne fisico Bobby Henderson, che mettendo su questo progetto non avrebbe certo immaginato che in poco tempo, grazie a Internet, il Pastafarianesimo diventasse oggetto di culto, accogliendo migliaia di richieste di adesione. Il tutto, comunque, resta sul livello del puro divertimento e della parodia.

    L’imprenditore austriaco, fervente credente dello Spaghetto, ha pensato quindi di far valere il suo diritto all’espressione del culto, richiedendo che quello scolapasta piazzato in testa venisse equiparato a tutti gli altri copricapo di ispirazione religiosa. All’inizio l’ufficio trasporti della Bundespolizeidirektion di Vienna gli ha indicato la porta, richiedendogli una perizia psicologica per verificare la capacità di intendere e volere.

    Niko Alm però non si è perso d’animo, e per ben tre anni ha portato avanti la sua battaglia, e alla fine ce l’ha fatta, perché l’agognata notifica è arrivata: la patente poteva essere ritirata negli uffici della motorizzazione. Una grande vittoria, che però sta facendo molto discutere. Da parte sua Niko promette di non fermarsi qui: il prossimo passo sarà il riconoscimento del Pastafarianesimo in Austria. Voi siete tentati da questa nuova fede?

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