Sapessi com’è strano fare lo stripper a Milano [INTERVISTA]

Sapessi com’è strano fare lo stripper a Milano [INTERVISTA]
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    Sapessi com’è strano fare lo stripper a Milano [INTERVISTA]

    Dal momento che sono eccessivamente bello ho deciso di invitare uno spogliarellista alla mia ultima festa, così da deviare su di lui le attenzioni delle mie ospiti e non ingelosire la mia fidanzata. Con l’occasione ho deciso di fargli anche una breve intervista, sperando che mi faccia uno sconto il giorno in cui gli chiederò di sedurre la mia futura ex moglie per addebitare a lei la causa del divorzio. Ecco cosa mi ha raccontato Massimo, spogliarellista a Milano e dintorni.

    Cosa c’è scritto sulla tua carta d’identità?
    Insegnante.

    Qual è la richiesta più strana che hai ricevuto?
    Di scappare insieme a una spettatrice. E di portarci dietro anche suo marito.

    La crisi si sente anche nel tuo settore?
    Sì, c’è un po’ meno lavoro rispetto al passato. E a volte capita che qualcuno ti telefoni facendoti richieste ridicole, per esempio di esibirti per 20 euro.

    Quali sono i periodi in cui si lavora di più?
    Sicuramente l’8 marzo. Si lavora bene anche nel bimestre maggio-giugno, che è il periodo in cui la gente si sposa e quindi si lavora molto con gli addii al nubilato. Ad agosto, come puoi immaginare, si ferma un po’ tutto.

    C’è molta concorrenza nel tuo campo?
    E’ più o meno come in tutti gli altri settori.

    Ci sono molti stranieri nella tua professione?
    Ce n’è qualcuno, come in tutti gli altri settori, ma non poi così tanti. La maggior parte degli stripper sono italiani.

    Ti appoggi a un’agenzia?
    Lavoro per lo più da solo. I gestori dei locali mi conoscono e sono loro a contattarmi.

    Chi stabilisce le tariffe?
    Chi fa questo lavoro semplicemente si adegua alle tariffe del mercato, che partono dai 150 euro per lo spettacolo base.

    Come sei diventato uno spogliarellista?
    Una sera di dieci anni fa mi hanno proposto di fare una sostituzione. Ero un po’ perplesso, ma loro insistevano e alla fine ho accettato. Ed è stato l’inizio.

    Che ricordo hai della prima esibizione?
    … mi sono ubriacato così tanto che non stavo in piedi.

    Temevo che qualcuno lo notasse, ma per fortuna nel locale c’era una confusione tale che nessuno si è accorto di nulla.

    E’ mai capitato che una spettatrice s’innamorasse di te?
    Mai. L’amore non c’entra. Le donne che assistono a questi spettacoli attaccano bottone solo se vogliono scopare.

    Sei mai stato vittima di una stalker?
    Ancora no.

    Come sono le donne quando i loro compagni non possono vederle?
    Pessime… semplicemente pessime!

    Non è scomodo il perizoma?
    Forse all’inizio. Ma poi ci si abitua.

    Ti sei mai messo il cotone nel pacco?
    Mai.
    (Io sì, di continuo ndr)

    Può capitare che a uno stripper venga proposto di esibirsi davanti a degli uomini?
    Non è così frequente, ma può capitare.

    Conosci spogliarellisti gay che lavorano con le donne?
    Non ce ne sono molti. Le donne sanno esattamente quello che vogliono. E di un gay, per quanto bellissimo, non sanno che farsene.

    Come la prende la tua compagna?
    Nessun problema, lo considera un lavoro come un altro.

    Cosa farai da grande?
    Sono già grande.

    E mamma che dice?
    Quello che faccio non le piace. Fino all’ultima volta che l’ho sentita mi ha chiesto di cambiare lavoro. Mi ripete sempre la stessa frase: “Piuttosto i soldi te li do io!”

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN News Ultimo aggiornamento: Martedì 23/09/2014 16:13
     
     
     
     
     
     
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