Santanchè shock sul web: un agente che sbaglia non è mai assassino

Santanchè shock sul web: un agente che sbaglia non è mai assassino
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    Santanchè shock sul web: un agente che sbaglia non è mai assassino

    Daniela Santanchè torna a far parlare di sé, e ancora una volta i motivi sono tutto fuorché edificanti. Niente dito medio o offese in diretta televisiva, ma le sue parole lanciate nell’etere attraverso Internet non hanno provocato meno shock e polemiche. Si parla di agenti di polizia e omicidi, legame che per l’ex sottosegretario non sussiste affatto.

    “Gli uomini delle forze dell’ordine anche se sbagliano non sono mai assassini”, questa la convinzione che la Santanchè ha voluto comunicare al mondo intero attraverso i social network. Il tutto a poche ore dalla condanna definitiva in Cassazione di Luigi Spaccarotella, l’agente che uccise il tifoso della Lazio Gabriele Sandri nel 2007 mentre il ragazzo era seduto sul sedile posteriore dell’automobile a bordo della quale stava viaggiando verso lo stadio.

    Qualcosa in più di una semplice coincidenza, anche se inizialmente il popolo della rete aveva pensato che la frase (che consideriamo infelice e senza senso, chiariamo subito) potesse in realtà riferirsi alla vicenda del vigile urbano di Milano che ha ucciso qualche giorno fa un ragazzo sudamericano.

    Quale che sia il riferimento, il commento non è piaciuto a nessuno, tanto che il post ha collezionato oltre 4mila commenti in poche ore, quasi tutti dal tono negativo.

    Per ora non ci sono state reazioni pubbliche o politiche alla dichiarazione, segno che ormai la Santanchè è uscita definitivamente dal circuito mediatico che con tanta passione aveva bazzicato all’epoca del governo Berlusconi, di cui era strenua sostenitrice. Unico commento quello di Fabio Granata, esponente di Futuro e Libertà ed ex collega di partito di Daniela nazionale, che ha confermato come la Santanchè “riesce sempre a sintetizzare il peggio della politica e dei sentimenti umani”.

    Sentiamo di dover rendere nota anche la reazione del padre di Gabriele Sandri, Giorgio, che ha così risposto alla provocazione: “Devo pensare che per la Santanchè la legge non è uguale per tutti. Mi dispiace perché noi abbiamo sempre cercato di mandare messaggi diversi, abbiamo affrontato questo processo combattendo contro un individuo che si è macchiato di un delitto e di un gesto scellerato, non certo contro le istituzioni e tanto meno contro la polizia. Ho sempre detto, e ancora oggi voglio ricordare, che le prime persone a spendere parole per Gabriele, e per noi, sono stati il Capo della polizia e il capo dello Stato”.

    Foto AP/LaPresse

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