Romano La Russa shock: “I gay sono malati e vanno curati” [VIDEO]

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    Dato che viviamo tempi bui per la politica italiana, ormai certe esternazioni non meravigliano neanche più. Ultimo in ordine di tempo Romano La Russa, assessore regionale del Pdl in Lombardia che forse farebbe meglio a pensare ai suoi problemi giudiziari piuttosto che regalare al mondo le sue perle di saggezza. Secondo il fratello di Ignazio La Russa “i gay sono malati e possono essere curati”. Dichiarazioni shock rilasciate a La Zanzara, trasmissione di Radio24. Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere.

    Ricordiamo per dovere di cronaca che il nome di Romano La Russa è diventato di dominio pubblico per l’indagine che ha investito come un ciclone il consiglio regionale della Lombardia con accuse pesanti di finanziamento illecito ai partiti politici. Nel suo intervento a La Zanzara, prima inizia dicendo che per lui non c’è nessun problema se due uomini si baciano in strada esternando il loro amore, ma poi in qualche modo ritratta affermando che comunque gli omosessuali sono persone malate che possono e forse devono essere curate.

    “Per quanto mi riguarda, nella maggior parte dei casi sono malati ed è una malattia da cui si può uscire. Possono essere curati. Non è una cosa che sto dicendo io per la prima volta, non è una novità assoluta. So che è una tesi molto, molto contestata e non so se è quella giusta, ma non mi va di metterla subito da parte e di non considerarla”. Queste le illuminanti parole con cui La Russa esprime il suo concetto. Non solo, però, perché si spinge oltre e definisce quella dei gay una vera e propria lobby:

    “Esiste una specie di lobby, ed è giusto che sia così, se vogliamo è come una specie di setta, di massoneria. Negli anni ’70 se un camerata era in difficoltà, prima di tutto era un camerata e lo si aiutava e poi gli si chiedeva perché era in difficoltà. Lo stesso avviene per la lobby gay. Se fanno parte di una certa comunità, è giusto aiutarsi. Certo questo non deve travalicare e arrivare alla sopraffazione di chi gay non è perché oggi c’è questa tendenza da parte di qualcuno, non di tutti. I gay non devono sentirsi superiori a noi eterosessuali, perché non è così”.

    Foto AP/LaPresse