Rinascente, polemiche per la spilla doppio senso delle commesse

Rinascente, polemiche per la spilla doppio senso delle commesse
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    Rinascente, polemiche per la spilla doppio senso delle commesse

    Con una regolarità davvero impressionante ogni tot di settimane dobbiamo dare conto dell’ennesima polemica che riguarda pubblicità sessiste o che operano una mercificazione del corpo delle donne. Quel che è successo a Firenze rappresenta però una sorta di evoluzione del concetto, e riguarda alcune spille e uno slogan con palese doppio senso. Tutto è iniziato quando la Rinascente ha pensato di pubblicizzare la sua carta di fidelizzazione facendo indossare a tutte le commesse una spilla con la frase “Averla è facile. Chiedimi come”.

    Come prevedibile non tutte le commesse hanno accettato di buon grado di portare sul petto una frase dall’evidente doppio senso a sfondo sessuale e sessista. Da lì è nata una polemica che ha coinvolto anche le istituzioni e i sindacati, alimentata dalle battute inevitabili dei soliti clienti buontemponi che non si sono lasciati sfuggire l’occasione per mostrare la loro simpatia. L’unione tra la frase e il corpo delle belle commesse, d’altra parte, non poteva che scatenare gli istinti del popolo maschile, desideroso di sapere cosa fosse effettivamente quella cosa facile da avere.

    Nel Paese che ha dato i natali alla tradizione del Bunga Bunga, il sesso e il corpo delle donne continuano a rappresentare l’elemento più gettonato dai pubblicitari per vendere i propri prodotti.

    Un bel corpo, possibilmente nudo, rende sempre più memorabile lo spot o il cartellone pubblicitario, senza contare che le polemiche spesso pretestuose non fanno altro che dare ragione ai geni del marketing. Perché se è vero che tira sempre di più un pelo, è anche vero che lo scopo di molte aziende è “bene o male, purché se ne parli”.

    Detto questo, registriamo la reazione ferma e bipartisan delle esponenti della politica locale, cui si è aggiunto più tardi anche un uomo, ovvero Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, che ha bollato l’iniziativa come una “brutta e sgradevole goliardata. Se continua vuol dire che c’è una motivazione precisa provocatoria assolutamente insopportabile”. Voi siete d’accordo con le proteste o pensate si tratti solo di una trovata come tante per farsi pubblicità?

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