Rick Santorum, crisi economica colpa dei gay

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    Rick Santorum, crisi economica colpa dei gay

    La destra americana si è sempre distinta per le sue prese di posizione spesso surreali. Non serve andare indietro ai movimenti razzisti stile KKK, basta guardare alla recente campagna elettorale per le primarie del partito repubblicano. Tra i candidati si è distinto (non certo per i meriti) tale Rick Santorum.

    Rick Santorum, che vanta ad ogni occasione le sue radici italiane (il nonno è un emigrato di Riva del Garda), è a tutti gli effetti l’enfant prodige della destra più intransigente. Non a caso si è piazzato tra la sorpresa generale alle spalle dello stra-favorito Mitt Romney nella prima tornata di primarie, puntando a raccogliere ancora più voti negli Stati religiosi per eccellenza.

    Le sue uscite sono spesso ai limiti della denuncia, e il suo credo politico è fortemente influenzato dalle sue convinzioni religiose da cristiano duro e puro. Tanto che persino per spiegare la crisi economica, argomento caldo per eccellenza negli Stati Uniti, prende di mira i gay, secondo lui la vera causa della situazione attuale del Paese.

    Insieme agli omosessuali, sono i peccatori in generale e quelli che non seguono la Bibbia ad essere additati come il male da estirpare dal cuore dell’America. Discorsi che riportano indietro di almeno 30 anni, ma che raccolgono sempre più consensi in una popolazione stremata dalle sue stesse spese folli e incontrollate. Tanto che Rick Santorum da fenomeno imbarazzante e quasi risibile è diventato il nemico numero uno dei democratici.

    L’avversario di Barack Obama alle prossime elezioni presidenziali americane del 2012 potrebbe essere proprio lui se, come previsto dal suo staff, riuscirà a fare incetta di preferenze nella cosiddetta Bible Belt, la cintura della Bibbia, metafora per indicare gli Stati del Centro-Sud più arretrati, baluardo delle convinzioni più retrograde.

    Contro gli omosessuali, contro l’aborto e contro i matrimoni gay, Rick Santorum è segno di un malessere radicato che rischia di travolgere gli Stati Uniti. Al confronto persino i Tea Party sembrano roba moderata. Non a caso nel 2003 il suo grande rivale Dan Savage, attivista per i diritti omosessuali, è riuscito a imporre nell’opinione pubblica il termine “santorum” come nome per qualcosa che non si può dire sui giornali letti dalle famiglie.

    Foto AP/LaPresse