Riccardo Schicchi, è morto il principe del cinema hard italiano

Riccardo Schicchi, è morto il principe del cinema hard italiano
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    Con il funerale tenuto all’Eur di Roma si chiude la vita di Riccardo Schicchi, morto all’età di 60 anni a causa di una malattia che si trascinava da molti anni. Ogni uomo che si rispetti, e che abbia almeno 30 anni, non potrà che versare una lacrima di tributo per colui che è stato definito il principe del cinema hard italiano. Le etichette rendono bene l’idea nel caso di un personaggio come Schicchi, che ha avuto la lungimiranza di capire, agli inizi degli anni ’80, che gli italiani ne avevano abbastanza dell’erotismo vecchio stampo da rivista scandalistica. Ci voleva qualcosa di più.

    Quel qualcosa venne visualizzato nell’edonistica bellezza di procaci donne dell’Est, un miraggio durante le ultime fasi della Guerra Fredda e poi una realtà concreta e sensuale negli anni ’90. Ilona Staller, in arte Cicciolina, è stata la donna simbolo di quel movimento porno incarnato da Riccardo Schicchi e ufficializzato attraverso la casa di produzione Diva Futura, agenzia di talenti immortali come Moana Pozzi e Eva Henger (solo per citare le più importanti). Con l’esplosione di queste dive cambiarono non soltanto la morale e la visione del sesso, ma anche la cultura e la vita pubblica.

    Ormai anche le pietre sanno che Ilona Staller nel 1987 viene eletta alla Camera dei Deputati, prima attrice hard in assoluto al mondo ad accedere ad un parlamento nazionale grazie alle preferenze conquistate con voto democratico. Moana Pozzi e il Partito dell’Amore, arrivati quasi 10 anni dopo, saranno la diretta conseguenza di quella scelta sensazionalistica ma vincente.

    Inutile elencare nomi e titoli perché, nonostante una vita tra luci e ombre, Riccardo Schicchi ha senza dubbio cambiato la vita di molti di noi, cresciuti a pane e VHS custodite gelosamente al di fuori dello sguardo vigile dei genitori.

    Il mondo del porno non sarebbe stato lo stesso senza Riccardo Schicchi, e questo basta e avanza per tributargli i giusti onori ora che non c’è più. Noi lo ricordiamo con una intervista realizzata proprio dalla redazione di QNM in quel del MiSex del 2009.

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