Renzo Bossi, il Trota e i fischi fuori sincrono (video)

da , il

    Renzo Bossi, il Trota e i fischi fuori sincrono (video)

    Assistere ad un’intervista di Renzo Bossi è sempre un piacere, perché non si può mai sapere quando la perla arriverà ad allietare la platea. Il Trota, a margine del Consiglio Regionale della Lombardia e incalzato dai giornalisti, ha deciso di dire la sua sul periodo piuttosto turbolento che la Lega Nord sta vivendo.

    Turbolenze che non riguardano solo il rapporto con gli ex alleati e con il governo Monti, più volte dileggiato, ma anche e soprattutto gli equilibri interni tra le primedonne del partito, Bossi padre e Maroni in primis. Parlando dei fischi rivolti ad Umberto Bossi durante la manifestazione di Milano dello scorso weekend, da buon figlio il Trota arriva a negare ogni evidenza.

    I fischi non erano certo rivolti al Senatur: “Secondo me non erano in sincrono il video e l’audio, perché i fischi erano per il governo Monti”. E come spiegare tutti quei cartelli contro il cosiddetto cerchio magico, ovvero l’entourage vicino a Umberto Bossi?

    Anche qui la risposta è molto semplice. Innanzitutto non esiste nessun cerchio magico e “i militanti se hanno scritto cartelli hanno sbagliato. Si sono fatti influenzare dai media che continuano a giocare su questo tema. Chi conosce mio padre sa che ha la testa dura e quando deve decidere fa le scelte da solo. Non si e’ mai fatto influenza da nessuno. Non c’è cerchio magico che possa influenzarlo”.

    Chiusura d’obbligo sulla polemica dei soldi spediti in Tanzania, e qui il Trota lancia un’altra perla. Quel che non si capisce è se lui sia davvero convinto delle cose (anche assurde) che a volte escono dalla sua bocca oppure si limiti a recitare il copione: “La Lega ha coerentemente investito i soldi in paesi fuori dall’euro. Non ha mai creduto nell’euro”.

    Foto AP/LaPresse