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Real Eau De Toilette, nuovo profumo alla pipì

Real Eau De Toilette, nuovo profumo alla pipì
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    Real Eau De Toilette, nuovo profumo alla pipì

    Se esistesse una categoria dedicata alle notizie disgustose questa andrebbe di diritto ad occupare la top list almeno per i prossimi due tre anni. La lotta alla ricerca della fragranza perfetta si fa sempre più dura, e in campo scendono stilisti e persino celebrità come attrici e cantanti. Charity Blansit però è scesa in campo per eliminare la concorrenza.

    Charity Blansit è un’artista molto concettuale, conosciuta nel giro che conta come Cherry Tree, che negli ultimi anni ha dedicato la sua arte e la sua vita alla ricerca proprio del profumo definitivo, ottenuto non da qualche pianta rara o dai petali della rosa più pregiata, bensì dalle urine umane. Si, avete capito bene, il profumo alla pipì.

    Il tutto non è nato da uno di quegli illuminanti incontri di brainstorming dove i creativi e gli addetti al marketing spremono le meningi alla ricerca di una novità che possa aprire nuovi mercati sbaragliando ogni tipo di possibile concorrenza. No, Real Eau De Toilette è nato da una sorta di esperimento.

    Partiamo dalla geniale scelta del nome, perché con Real Eau De Toilette la simpatica Cherry ha voluto sottolineare come la sua sia l’unica vera fragranza che possa vantare di provenire dalla toilette, e quindi vada considerata l’eau de toilette definitiva.

    Un esperimento, dicevamo, alla base della creazione: l’idea di base è riciclare uno dei pochi prodotti di scarto che nessuno aveva mai pensato di riutilizzare nel ciclo industriale per produrre qualche altra cosa. Quindi Cherry Tree ha iniziato a conservare in boccetta la propria pipì, partendo dalle notti di luna piena (l’intento iniziale aveva un che di esoterico, se ci passate il termine).

    Alla fine però Cherry si è arresa ed ha trasformato l’esperimento in un’idea a suo modo di vedere geniale: perché non distillare l’urina e trasformarla in profumo? Per fare questo per prima cosa ha studiato i vari odori in base al cibo mangiato, ed ha stabilito che l’odore migliore è quello dell’urina prodotta dopo aver mangiato miele (per la cronaca la puzza peggiore è prodotta dal pollo).

    Deciso quindi l’elemento base, Cherry ha coinvolto nell’impresa anche suo fratello Jim, esperto di distillazione dopo essersi fatto le ossa con whiskey e vodka. Il risultato finale è una provocazione, ma anche un possibile prodotto che magari un giorno potremmo trovare sugli scaffali delle migliori profumerie. Sarà come portare sempre su di sé il prezioso olezzo di vicolo delle grandi città trasformate in bagni a cielo aperto.

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