Protesta dei senatori: “Lavoriamo anche il lunedì, come bestie”

Protesta dei senatori: “Lavoriamo anche il lunedì, come bestie”
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    Protesta dei senatori: “Lavoriamo anche il lunedì, come bestie”

    In Italia da anni viene reiterata una situazione gravissima. Non stiamo parlando dei furti dei politici e della loro discutibile utilità, non stiamo parlando delle mancate riforme e dei costi della pubblica amministrazione, stiamo invece parlando del fatto che i senatori vengono costretti a lavorare anche il lunedì. Costrizione di una gravità inaudita, contro cui finalmente gli inquilini di Palazzo Madama hanno deciso di protestare. Senza vergogna e senza ritegno, aggiungiamo noi.

    Pare che il portabandiera di questa protesta sia Giuseppe Astore, ex Idv ora Gruppo Misto, che in un intervento nel dibattito sui tagli di Palazzo Madama ha dato voce al disagio di tanti, parlando di troppo lavoro ma anche dei prezzi del ristorante: “Credo sia importante e fondamentale che ci difendiate come parlamentari. Invece la sensazione è che si voglia dire che siamo a posto, perché i parlamentari vengono chiamati anche di lunedì, come fossimo bestie che devono essere tirate, per dimostrare all’opinione pubblica che lavoriamo”.

    Sdegno unanime della popolazione: è mai possibile che con i loro stipendi i poveri politici siano costretti a lavorare anche il lunedì, giorno in cui notoriamente tutti gli altri cittadini sono a casa a girarsi i pollici? E infatti Astore non ci sta, ed ha proseguito la sua reprimenda citando altri noti problemi del Senato, come i prezzi del ristorante del Parlamento, aumentati dopo le proteste di qualche mese fa ed oggi pericolosamente vicini a quelli di un normale ristorante:

    “Ieri, ho chiesto il contratto della mensa, che è uno dei servizi che ci interessano di più. Io non vado a mangiare nei ristoranti di lusso a carico di qualcuno, voglio mangiare nel ristorante del Senato, fin quando posso, e volevo sapere come funzionava e il prezzario. Mi è stato negato.

    Oggi al ristorante non c’è più nessuno, mentre prima era un luogo animato. Non mi riferisco al prezzo. Mi riferisco all’organizzazione seria di un servizio. Non ho vergogna di sottolinearlo, perché io ho diritto al ristorante, come vi hanno diritto tante persone. Si deve pagare il giusto, e non come sta accadendo oggi, cosa che poi determina una fuga totale”.

    Cosa direste voi davanti a una protesta del genere?

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