Politici omosessuali e omofobi: online la lista

Politici omosessuali e omofobi: online la lista
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    Politici omosessuali e omofobi: online la lista

    L’avevano detto e alla fine l’hanno fatto: stiamo parlando dei componenti del gruppo Equality Italia che, all’indomani della bocciatura della legge sull’omofobia, avevano annunciato che il 23 settembre 2011 avrebbero messo con le spalle al muro i politici omosessuali omofobi. Ovvero quei politici che, nonostante siano gay, hanno votato contro la legge.

    Puntuale come un orologio svizzero, sul blog creato appositamente (Listaouting su wordpress) e alimentato da blogger anonimi oggi è uscita la lista dei primi 10 politici che farebbero parte di questa categoria molto particolare. Si tratta di tutti esponenti del centro-destra, alcuni anche titolari di cariche importanti nell’attuale governo.

    Ma non finisce certo qui, visto che i curatori del blog hanno annunciato che presto a questi nomi potrebbero seguirne altri, sempre di gente molto in vista: ecclesiastici, giornalisti e politici. Come prevedibile la pubblicazione della lista ha subito creato un polverone di polemiche.

    Innanzitutto non c’è alcuna dimostrazione che questi dieci politici citati nella lista dell’outing siano effettivamente omosessuali, tanto che la stessa Arcigay è intervenuta per censurare l’iniziativa.

    Nelle parole di Paolo Patanè, presidente nazionale, tutta la diffidenza riguardo la lista: “La strombazzatissima lista di politici gay omofobi è stata pubblicata con ben 20 minuti di anticipo, e contiene 10 nomi di politici, nessuna prova, nessuna evidenza della loro omofobia, nessun dossier, nessuna fonte verificata o verificabile, almeno per ora”.

    Certo, su alcuni dei nomi citati già da tempo circolavano voci di presunta omosessualità nascosta, ma tutti alla fine si sono schierati contro la legge sull’omofobia. Secondo i blogger si tratta di ipocrisia, ma l’Arcigay tiene a precisare che “nessuno di loro è politicamente difendibile, ci mancherebbe, ma quello di cui sono oggetto è banale gossip da parte di anonimi“.

    Le ripercussioni di questa trovata rischiano di farsi sentire proprio laddove volevano sensibilizzare, e lo spiega chiaramente Enrico Oliari di GayLib, che riunisce i gay di centro-destra: “La lista dei dieci nomi di presunti gay omofobici rischia di concretizzarsi in un boomerang nei confronti della lotta per i diritti civili delle persone omoaffettive: chi l’ha fatta procuri le prove o si renda conto di aver creato un danno a tutti noi”.

    La cosa più interessante però è sapere come l’hanno presa i diretti interessati. Alcuni, i più, si sono trincerati dietro un secco no commenti, altri invece l’hanno presa con ironia, e questi vogliamo segnalarli. Il primo è Mario Baccini, che informato di essere nella lista ha risposto “sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione”.

    Il migliore però è senza dubbio il vice presidente vicario del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro che ha risposto con questa frase: “”Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante. Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così”. Intanto restiamo in attesa delle nuove scottanti rivelazioni di quella che ha tutta l’aria di essere una bufala mediatica.

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