Pianeta abitabile scoperto dall’ESO: nuova Terra?

Pianeta abitabile scoperto dall’ESO: nuova Terra?
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    Pianeta abitabile scoperto dall’ESO: nuova Terra?

    Che il genere umano stia utilizzando le risorse del pianeta Terra fino allo stremo ormai è cosa nota, e sembra proprio che l’unica speranza non venga da una più accorta gestione ma dalla ricerca di nuovi pianeti da colonizzare. Quella che fino a qualche tempo fa era materia da fantascienza oggi potrebbe diventare realtà.

    Un gruppo di ricercatori dell’Università di Ginevra, infatti, ha rintracciato un nuovo pianeta che presenta tutte le caratteristiche necessarie a garantire l’abitabilità e la nascita di forme di vita: si chiama HD85512b (ma siamo sicuri che presto verrà ribattezzato) e si trova a 36 anni luce da noi, ovvero qualcosa come 340mila miliardi di chilometri.

    Si tratta del corpo celeste più abitabile mai scoperto fino ad oggi, e presenta una massa terrestre pari a 3,6, quasi quattro volte più bassa di quella della Terra, dunque. Il pianeta orbita intorno alla stella HD85512 ad una distanza tale da consentire teoricamente all’acqua sulla sua superficie di non evaporare.

    HD85512b fa parte di un gruppo di circa cinquanta esopianeti studiati dall’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO) nel corso di otto anni di osservazioni effettuate con una serie di telescopi in Cile. Si tratta di esopianeti perché questo è il nome che viene assegnato ai corpi celesti che orbitano intorno a stelle diverse dal Sole.

    Il nuovo pianeta abitabile si trova nella costellazione delle Vele ed ha un’orbita intorno al proprio sole che è circa un quarto di quella della Terra, il che vuol dire che gli anni durano molto meno che sulla Terra visto che ci vogliono appena 58 giorni per compiere un ciclo completo.

    La distanza dalla stella è considerata comunque ideale per rendere il pianeta abitabile, sempre ammesso vi sia superficie rocciosa e un’atmosfera simile a quella della Terra.

    I ricercatori infatti si mostrano molto prudenti, nonostante la scoperta abbia del sensazionale. Prima di scatenare la corsa alla colonizzazione spaziale alimentando false speranze bisognerà ancora osservare a lungo il corpo celeste, mandando magari in orbita una sonda per testare da vicino l’effettiva consistenza dell’atmosfera e del suolo. Nonostante questo si tratta del più serio candidato al ruolo di nuova Terra.

    Le immagini studiate dai ricercatori sono state acquisite dal rivelatore High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher, meglio conosciuto come HARPS, spettrografo molto sofisticato installato sul telescopio di 3,6 metri di diametro dell’osservatorio di La Silla in Cile.

    Foto AP/LaPresse

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