Pesce d’aprile: i casi più famosi della storia

Pesce d’aprile: i casi più famosi della storia
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17/03/2016 18:04

    Pesce d'aprile

    Il 1 aprile è il giorno del pesce d’aprile, una tradizione le cui origini hanno radici antiche e che oggi, grazie alle nuove tecnologie, si è diffusa anche su Internet. In alcuni casi con effetti esplosivi, perché uno scherzo ben architettato in rete può trarre in inganno il mondo intero. Ed è proprio questa la natura del pesce d’aprile, mettere in atto uno scherzo così sofisticato da sembrare vero. Non tutti sanno, però, che esistono casi di pesci d’aprile che hanno rischiato di trasformarsi in tragedia: come dimenticare lo scherzo di Orson Welles del 1938 (posticipato a ottobre per problemi tecnici), che scatenò una psicosi di massa per l’annuncio dello sbarco degli alieni! Vediamo allora quali sono i casi di pesci d’aprile più famosi della storia.

    Pesci d’Arno fritti

    Pesci d'Arno fritti

    Pesci d’Arno fritti: alcuni fanno risalire l’origine del pesce d’aprile a un celebre scherzo del marzo 1878. Il giornale la Gazzetta d’Italia annuncia che i fiorentini potevano assistere al parco delle Cascine alla cremazione di un mahrajà indiano. La notizia fa radunare una gran folla ma, dopo ore di attesa, sbucano dalla radura alcuni ragazzi all’urlo di “Pesci d’Arno fritti!”.

    Coltivazione di spaghetti

    Raccolta degli spaghetti in Svizzera

    Coltivazione di spaghetti: se escludiamo la notizia falsa di Welles, che non può essere considerata un pesce d’aprile in senso stretto essendo andata in scena a ottobre, il caso più ‘datato’ risale al 1957, quando la BBC manda in onda un documentario sulla raccolta di spaghetti in Svizzera. Nonostante si tratti chiaramente di un falso, non sono mancati i casi di spettatori che volevano comprarne.

    Smell-o-vision

    Smell-o-vision

    Smell-o-vision: nel 1965 la BBC, maestra in questo tipo di scherzi, realizza un reportage su un fantomatico test di una nuova tecnologia per trasmettere odori tramite le onde dell’aria. I centralini vengono intasati da talefonate di spettatori che vogliono partecipare alla sperimentazione.

    Isola San Serriffe

    isola-san-serriffe

    Isola San Serriffe: nel 1977 il quotidiano The Guardian pubblica un ricco supplemento, con tanto di foto e analisi geopolitica, riguardante una misteriosa isola di San Serriffe. Che, ovviamente, non esiste ed allude a sans-serif, un tipo di carattere usato dalle tipografie.

    Lettore Chippy

    Lettore Chippy

    Lettore Chippy: negli anni ’80, durante una trasmissione televisiva per ragazzi viene presentato Chippy, fantomatico ritrovato tecnologico il cui nome deriva da Fish and Chips ma anche da circuito. Di cosa si tratta? Di un lettore di musica in grado di contenere migliaia di brani. Il lettore mp3, ovviamente, non era ancora stato inventato…

    Internet dal WC

    Internet dal WC

    Internet dal WC: nel 2007 Google diffonde la notizia della creazione di un nuovo tipo di collegamento Internet gratuito. Per ottenerlo bastava acquistare un fantomatico kit comprensivo di un modem e di un cavo da inserire nel WC di casa. La connessione, infatti, avrebbe sfruttato le onde ottenute dallo scarico dell’acqua…

    Pinguini volanti

    Pinguini_volanti

    Pinguini volanti: nel 2008 la BBC (ancora lei!) annuncia la realizzazione di un documentario su una nuova razza di pinguini volanti. L’ideatore del reportage, si scoprirà poi, è uno dei membri del celebre gruppo satirico Monty Python, cui peraltro si devono altri scherzi davvero riusciti.

    Hobbit in 4D

    Hobbit in 4D

    Hobbit in 4D: nel 2010 il sito Total Film pubblica la notizia che i film tratti dal romanzo Lo Hobbit saranno girati in 4D, accompagnati da stimoli sensoriali come odori e spruzzi d’acqua durante la proiezione in sala. Nonostante si tratti palesemente di uno scherzo, la notizia viene presa per vera e pubblicata da tutti i giornali italiani più importanti.

    Google Nose

    Google nose

    Google Nose: nel 2013 la grande G annuncia la creazione di un sistema che permette di sentire gli odori attraverso il display del proprio dispositivo. Come? Basta avvicinare il naso allo schermo e lanciare l’applicazione. Strano ma vero, ci cascano quasi tutti.

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