Non avete Facebook? Siete potenziali killer: parola di tedeschi

Non avete Facebook? Siete potenziali killer: parola di tedeschi
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    Non avete Facebook? Siete potenziali killer: parola di tedeschi

    Se siete tra quelli che i social network proprio non li sopportano e non fate altro che sottolineare la vostra diversità virtuale, fate attenzione, perché secondo alcuni studiosi tedeschi il vostro atteggiamento è sospetto e potreste essere considerati dei potenziali killer. La notizia, che sembra una presa in giro, è stata riportata dal Tagesspiegel: i giovani outsider dei social network andrebbero quindi tenuti sotto controllo, perché in questo loro rifiuto potrebbe nascondersi un malessere da “omicidio di massa”.

    Lo studio è partito dall’analisi dei profili psicologici degli ultimi due protagonisti di vicende di sangue, James Holmes e Anders Breivik. Breivik, autore della strage di Utoya, pur essendo iscritto a Facebook raramente lasciava qualche post, limitandosi forse ad osservare, mentre il killer di Denver non è mai entrato in alcuna comunità virtuale, mentre frequentava solo AdultFriendFinder, social network per anime sole in cerca di sesso.

    L’idea che una persona possa essere considerata sospetta per il solo fatto di non avere un profilo Facebook suona decisamente estrema e forse anche ridicola, eppure i ricercatori si dicono convinti della bontà della loro teoria, come dimostrano le parole dello psicologo Richard E. Bélanger: “E’ strano che un 24enne ex studente non condivida sulla rete foto, emozioni, stati d’animo”. I giovani che limitano le attività online sarebbero più facilmente vittime di depressione e disturbi psicologici.

    La nostra vita virtuale sta prendendo il sopravvento su quella reale, tanto da condizionare l’immagine che gli altri (e la società in genere) hanno di noi? Sembra proprio che la strada che stiamo percorrendo sia questa, basti pensare anche ai sempre più frequenti licenziamenti avvenuti a causa di frasi o foto pubblicate su Facebook. Se non ti iscrivi sei un diverso (e al giorno d’oggi non trovi neanche lavoro), ma se usi troppo i social network sei un malato e soffri di altri disturbi: date queste premesse non meraviglia che qualcuno perda davvero la testa ai tempi dell’esistenza 2.0.

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