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Mission to Mars, la conquista di Marte diventerà un reality

Mission to Mars, la conquista di Marte diventerà un reality
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    Mission to Mars, la conquista di Marte diventerà un reality

    Per chi è cresciuto con il sogno dello spazio, Marte ha sempre rappresentato la meta obbligatoria, resa ancora più affascinante da decine di romanzi e film dedicati alla cosiddetta colonizzazione. Ora tutti i gli amanti di astronomia e fantascienza hanno un’altra occasione per sognare ad occhi aperti: Mission to Mars (o Mars One), un progetto ambizioso che dovrebbe trasformare la conquista del pianeta rosso in un reality show.

    Negli anni ’70 si pensava che, dopo lo sbarco sulla Luna, il passo successivo e immediato fosse proprio l’arrivo dell’uomo su Marte. La storia ha poi dimostrato che c’era troppo ottimismo in quella convinzione. La tecnologia non era ancora adatta a consentire all’uomo un viaggio del genere, ma forse oggi ci siamo. Almeno è quanto ritiene Paul Romer, un personaggio che ha cambiato la storia della televisione inventando il reality per eccellenza, Il Grande Fratello.

    “Trasformeremo lo sbarco su Marte nel più grande evento mediatico del secolo”, queste le parole di Romer nel presentare l’iniziativa. Idea bislacca o qualcosa di più? A noi piace pensare che si tratti della seconda opzione, visto anche che il progetto può vantare uno sponsor di tutto rispetto come Gerardus’t Hooft, premio Nobel per la Fisica nel 1999. Ma in cosa consiste esattamente Mission to Mars? Lo scopo finale è ovviamente la costituzione di una colonia umana sul pianeta rosso, ma come si svolgerà il programma?

    Il progetto, sponsorizzato dalla ditta per equipaggiamenti spaziali Space X, dovrebbe consistere di due fasi distinte. La prima, in partenza nel 2013, per selezionare e addestrare gli uomini che dovranno poi imbarcarsi per il lungo viaggio: “Il pubblico potrà assistere alla selezione, seguire il training degli astronauti e condizionarne le decisioni quando sarà il momento di colonizzare il pianeta, e gli astronauti condivideranno con noi le loro esperienze e i primi esperimenti”. Sono 4 gli astronauti previsti all’inizio, con altri 16 pronti a seguirli in seguito.

    La seconda fase, quella più complessa e che ha suscitato lo scetticismo della Nasa, dovrebbe portare gli uomini su Marte con tutti gli strumenti necessari per fondare una colonia umana. La data azzardata dalla produzione è quella del 2023, anche se i creatori non si preoccupano per un eventuale fallimento della missione, che potrebbe addirittura far aumentare gli ascolti. D’altra parte lo scopo è evidente nelle parole di Romer: “L’esplorazione di Marte è un evento che appartiene all’umanità intera ed è per questo che intendiamo far assistere tutti a ogni passo fatto in quella direzione”.

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