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Mercedes investe piccolo Hitler: polemica per il finto spot [VIDEO]

Mercedes investe piccolo Hitler: polemica per il finto spot [VIDEO]
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    Mercedes investe piccolo Hitler: polemica per il finto spot [VIDEO]

    Uccidere Hitler da bambino in un spot (finto) di un’automobile tedesca: il modo migliore per scatenare una polemica infinita in Germania. Sono passati ormai quasi cento anni da quando il Nazismo ha messo a ferro e fuoco l’Europa intera, eppure da quelle parti stanno ancora facendo i conti con la figura di Adolf Hitler. Il dittatore aleggia come un’ombra oscura e ingombrante sulla coscienza civile tedesca e non manca di creare polemiche ogni volta che viene citato in maniera più o meno diretta. Il baby Fuhrer scuote l’opinione pubblica.

    Il filmato, inteso come un finto spot per la Classe S della Mercedes (quindi non autorizzato dalla casa madre) è stato realizzato da alcuni studenti della Filmakademie del Baden-Wuerttemberg ottenendo, oltre a una dose abbondante di critiche, anche una nomination al concorso tedesco per le opere prime ‘First Steps’. Segno evidente che l’opinione pubblica si è divisa in due schieramenti netti, da un lato quelli che criticano lo spot e dall’altro quelli che ne lodano l’idea geniale. Ma cosa accade di tanto scabroso? Gli studenti hanno giocato con le innovazioni tecniche della vettura e soprattutto i sensori in grado di avvertire un pericolo “prima che accada” e bloccare l’auto prima che si verifichino incidenti.

    In un’atmosfera campestre che ricorda la Germania di inizio ’900 la Mercedes viaggia spedita finché non si arresta davanti a due bambine che stanno giocando in strada. Proseguendo il suo viaggio arriva in prossimità di Braunau am Inn, la citta’ natale di Hitler: qui si vede il piccolo Adolf mentre rincorre un aquilone mentre la madre sta facendo il bucato.

    Una tranquilla scena di amore famigliare, non fosse che siamo di fronte al futuro Fuhrer. Ecco quindi che la Mercedes, invece di bloccarsi, continua deliberatamente la sua corsa investendo il bambino. Il tutto accompagnato dallo slogan “Riconosce i pericoli prima che arrivino“. Con un contenuto del genere, le reazioni erano inevitabili.

    La prima a farsi viva è stata proprio la Daimler-Benz, che ha voluto precisare la sua estraneità al progetto: “Non ci sembra giusto utilizzare in uno spot pubblicitario la morte di una persona, in particolare di un bambino, come pure contenuti relativi al nazismo. Anche se si tratta di una finzione“. Da parte sua il regista del video Tobias Haase ha confessato di comprendere la reazione della Daimler e si è limitato a inserire una scritta che precisa il non coinvolgimento della casa di Stoccarda nella realizzazione del video. Hitler di nuovo protagonista a pochi mesi dall’uscita del romanzo shock Lui è tornato di Timur Vermes, che riportava il Fuhrer in vita nella Germania di oggi.

    MCP from dath – Tobias Haase on Vimeo.

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