Libertà di stampa, Italia sempre peggio: la classifica

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    Libertà di stampa, Italia sempre peggio: la classifica

    Se in Italia l’economia sembra essere la preoccupazione più pressante, notizie tutt’altro che confortanti arrivano anche da altri settori, come dimostra la release annuale del rapporto sulla libertà di stampa di Reporter senza Frontiere. L’Italia, che già non deteneva certo una posizione incoraggiante, scivola ulteriormente in classifica piazzandosi al 61esimo posto.

    Non gioiscano i fan di Silvio Berlusconi, che pure in rete hanno già alzato la voce dicendo “vedete che non era Berlusconi il problema?”. Non gioiscano perché i dati si riferiscono ovviamente all’anno appena concluso, il 2011, e sono quindi fortemente influenzati dalle iniziative del vecchio governo in materia di controllo sulla stampa.

    Nel rapporto si legge infatti che in Italia, “che ha ancora circa una dozzina di giornalisti sotto protezione, con le dimissioni di Silvio Berlusconi si è da poco voltato la pagina del conflitto di interesse. Ciò nonostante il basso posizionamento in classifica porta ancora i segni del vecchio governo, soprattutto per il nuovo tentativo di introdurre una legge bavaglio e per l’intenzione di filtrare arbitrariamente i contenuti della Rete”.

    Nel rapporto precedente il nostro Paese occupava la posizione numero 49, certo non lusinghiera ma comunque meno lontana dagli Stati più virtuosi. Il 2011 comunque non è stato nero soltanto per la stampa nostrana, visto che l’aria di repressione ha colpito anche gli Stati Uniti, che dal 20esimo sono crollati al 47esimo posto. I dati più positivi, se si escludono i Paesi del Nord Europa, arrivano invece dall’Africa.

    La Top 10 dei virtuosi è composta da Finlandia e Norvegia primi ex aequo, seguiti nell’ordine da Estonia e Olanda, Austria, Islanda e Lussemburgo, Svizzera, per la prima volta in assoluto in classifica Capo Verde, e a chiudere il Canada. La Top 10 dei peggiori vede ancora una volta gli stessi dell’anno scorso: Sudan, Yemen, Vietnam, Barhein, Cina, Iran, Siria, Turkmenistan, Corea del Nord, Eritrea. Crolla anche l’Egitto a causa delle violenze sui giornalisti durante le rivolte, mentre in Europa sono la Bulgaria (80esima) e la Grecia (70esima) ad occupare le peggiori posizioni.

    Foto da _Fidelio_