La fine del mondo non era nel 2012: ecco la vera data

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    La fine del mondo non era nel 2012: ecco la vera data

    La conclusione del 2012 ha portato via con sé il terrore della fine del mondo, pronosticata secondo alcuni dal calendario Maya. Con l’inizio del 2013 siamo tutti tornati alla consueta routine lontana da apocalissi e Armageddon, ma è davvero così? O forse ci stiamo illudendo e la distruzione finale è stata solo rimandata di qualche anno? Una nuova ricerca rivela che il 2012 era un anno sbagliato fin dall’inizio, perché la vera data da segnare in calendario per l’appuntamento con la fine del mondo è un’altra. Quale? Il 2000002013.

    Nessun errore di battitura, la fine del mondo è prevista proprio da qui a 2 miliardi di anni, momento in cui tutte le forme di vita sulla Terra si estingueranno definitivamente. Animali, piante e uomini saranno spazzati via e sostituiti in un primo momento dai microbi e poi dal nulla assoluto. Una prospettiva rosea che profuma di fantascienza apocalittica ma che invece arriva da uno studio scientifico riportato dalla BBC. Secondo la ricerca in questione la causa principale che porterà alla fine del mondo sarà la carenza di anidride carbonica, una bella beffa per studiosi e politici che da anni si affannano per cercare una soluzione alle eccessive emissioni di gas serra. Finora ci hanno detto che troppa anidride carbonica è un male per il futuro della Terra, ed ecco che ora ci dicono l’esatto opposto, ovvero che il mondo finirà per mancanza della stessa.

    Come giustificare una tale contraddizione? Il problema, si dice nello studio, non riguarda tanto le emissioni sul nostro pianeta quanto l’invecchiamento del sole. Il sole è stato oggetto di una simulazione al computer che ipotizzava gli effetti a lungo termine di un cambiamento del suo comportamento. Mano mano che la stella madre del sistema solare invecchia, tenderà a scaldare di più e questo provocherà un effetto a catena sulla Terra, causando una maggiore evaporazione d’acqua e una serie di reazioni chimiche che ridurranno sempre di più la quantità di anidride carbonica. Di conseguenza tra meno di un miliardo di anni i livelli saranno tanto bassi da non consentire più alle piante di sopravvivere. Seguiranno a scia gli animali erbivori e poi i predatori (uomo compreso), finché, dopo un altro miliardo di anni, anche gli oceani saranno prosciugati e persino i microbi abbandoneranno la Terra.

    Cosa succederà cerca di spiegarlo l’astrobiologo Jack O’Malley James dell’Università di St. Andrews in Scozia: “In un futuro remoto le condizioni di vita sulla terra saranno estreme. Tutti gli esseri viventi hanno bisogno di acqua per sopravvivere, quindi le uniche forme di vita saranno presenti in quelle zone del mondo, magari ai poli o in grotte sotterranee, dove ancora vi saranno residui di H2O“. Ma tanto tutti sappiamo che per quel giorno l’uomo avrà sviluppato un sistema di viaggio nello spazio e avrà colonizzato altri pianeti. O no?