Kiviaq, dalla Groenlandia il cibo più disgustoso del mondo [VIDEO]

Kiviaq, dalla Groenlandia il cibo più disgustoso del mondo [VIDEO]
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    Apriamo la pagina dedicata alla cucina, per raccontarvi qualcosa che di sicuro non vedrete mai nelle tante trasmissioni televisive dedicate al cibo. Stiamo parlando del kiviaq, una prelibatezza proveniente dalle aree del nord della Groenlandia, cibo prediletto dagli Inuit durante i lunghi e gelidi inverni. Prima di addentrarci nella descrizione del piatto, però, vogliamo avvertire i più sensibili: se avete uno stomaco debole fate attenzione, perché il kiviaq viene considerato il cibo più disgustoso del mondo.

    Come detto, il kiviaq è una specialità tipicamente invernale, e il motivo è chiaro fin dalla preparazione. Quando il freddo diventa troppo intenso e le fonti naturali di cibo scarseggiano, gli Inuit devono far fronte alle necessità alimentari utilizzando quel che hanno conservato nei mesi precedenti. Il kiviaq viene incontro proprio a questo bisogno, proponendo un metodo ingegnoso di conservazione degli alimenti. Specifichiamo anche che per la popolazione locale si tratta di una prelibatezza da sfoggiare in tavola durante le feste importanti o i compleanni.

    Bene, passiamo alla struttura di questo piatto: alla base del kiviaq troviamo gli Auk, piccoli uccelli marini, che vengono messi a fermentare per mesi all’interno di una foca marina. Avete capito bene, in pratica la foca viene ripulita degli organi interni per lasciare soltanto uno spesso strato di grasso sotto la pelle.

    Al suo interno vengono quindi posti gli Auk, ripuliti in modo grossolano. Una sorta di sacca, ricucita e spalmata di ulteriore grasso per tenere lontani gli insetti, che rimarrà sotto una grossa roccia per evitare l’accumulo di aria al suo interno.

    In pratica il cibo fermenta, ma l’assenza di aria evita la decomposizione. Il processo dura dai 3 ai 18 mesi, passati i quali la sacca viene riaperta e gli uccelli consumati senza essere cotti. Un metodo decisamente inusuale e interessante per conservare il cibo, ma il risultato non è per palati sensibili. Gusto e “profumo” sono piuttosto forti, tanto che spesso gli uccelli così preparati vengono consumati fuori dalle abitazioni per evitare il ristagno di un olezzo nauseante. Gli Inuit confermano che si tratta di un cibo squisiti, ma noi onestamente dubitiamo di possedere la forza necessaria per provare in prima persona. E voi?

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