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Israele: via il reggiseno per intervista a Netanyahu

Israele: via il reggiseno per intervista a Netanyahu
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    Israele: via il reggiseno per intervista a Netanyahu

    Segnatevi la parola Bra-gate, perché potrebbe presto portare a qualche clamorosa svolta nella politica dello stato di Israele. Esagerazioni a parte, quello che è stato definito appunto Bra-gate (termine ormai molto in voga quando c’è uno scandalo che coinvolge politici) sta dando non pochi grattacapi a primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

    Lo scandalo dei reggiseni, per una volta, non allude a quelle situazioni cui in Italia siamo ormai abituati grazie ai nostri politici: non ci sono di mezzo amanti, giovani donne in cerca di una carriera facile e veloce, politici che approfittano del loro potere per estorcere prestazioni amorose. Nonostante questo, però, l’imbarazzo è molto.

    Protagoniste involontarie sono state alcune giornaliste straniere che dovevano intervistare proprio Netanyahu, e che sono state vittime delle misure di sicurezza inspiegabilmente rigide nei confronti della stampa: in pratica per poter accedere alla stanza dell’intervista sono state costrette a togliere il reggiseno.

    Pare non ci sia nessuna voglia di voyeurismo da parte del primo ministro dietro questa decisione, ma solo uno zelo davvero eccessivo nei controlli di sicurezza. Quale che sia la motivazione, le tre corrispondenti straniere si sono ritrovate a togliersi il reggiseno perché potesse essere sottoposto insieme agli altri oggetti personali allo scanning ai raggi X.

    Lo spogliarello involontario è avvenuto sì lontano dagli sguardi delle guardie di sicurezza, ma proprio davanti a tutti gli altri colleghi maschi, che saranno stati contenti di dare una sbirciatina tra le pieghe della camicia. Non altrettanto contente sono state le tre donne, che hanno parlato di trattamento ingiusto e umiliante. Si è mossa anche l’Associazione della Stampa Estera (Fpa) che ora minaccia boicottaggi degli eventi del governo israeliano.

    Gli addetti stampa si sono affrettati a porre scuse, ma non è la prima volta che accadono situazioni imbarazzanti di questo tipo, nonostante le promesse di alleggerire i controlli. Gli stessi addetti hanno poi cercato di non far trapelare la notizia, che però è stata rilanciata proprio da una delle corrispondenti tramite il suo account Twitter. “È stata una delle esperienze più umilianti della mia vita“, ha raccontato Sara Hussein, unica delle tre che ha rivelato la sua identità.

    Come detto non è la prima volta che questi episodi sconvolgono l’opinione pubblica israeliana: a gennaio 2011 la sicurezza di Netanyahu aveva infatti negato a Najwan Simri Diab, giornalista araba-israeliana incinta di Al Jazeera, di seguire un ricevimento con il primo ministro a Gerusalemme, proprio perché si era rifiutata di togliersi il reggiseno.

    Foto AP/LaPresse

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