Israele, soldatesse provocanti su Facebook: le foto dello scandalo

Israele, soldatesse provocanti su Facebook: le foto dello scandalo
da in News
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    Alla guerra armate di tanga: questo almeno sembra essere il motto di un gruppo di soldatesse delle Forze di Difesa Israeliane, esercito dello Stato di Israele meglio noto come Tsahal. In questi giorni sta facendo il giro del mondo la notizia che vede protagoniste proprio delle giovani reclute, riprese pubblicamente per aver pubblicato su Facebook alcune foto fin troppo audaci e provocanti. Pose sensuali e biancheria intima bene in vista che potrebbero costare care alle ragazze e che mettono a rischio il titolo di presunto ‘esercito più morale del mondo’ (come ama definirsi la Israel Defense Force). In realtà, però, non è la prima volta che lo Tsahal crea scandalo.

    Anzi, a dirla tutta, l’episodio a luci rosse che ha visto protagoniste le belle reclute è forse il meno grave accaduto negli ultimi anni. Il rapporto tra esercito israeliano e social media è sempre stato piuttosto difficile, equilibrio reso ancora più instabile dal fatto che non si tratta di forze armate ‘per vocazione’ ma per costrizione: ogni cittadino (uomo e donna) israeliano è costretto a servire l’esercito per un periodo di tempo dopo aver compiuto 18 anni. Questo fa sì che nelle forze di difesa non si trovino soltanto soldati inquadrati nella disciplina militare ma anche semplici ragazzi che avrebbero voglia di essere da tutt’altra parte. Questo, a detta di molti esperti, facilita e non poco il sorgere di comportamenti e iniziative scaborse e fuori dall’etichetta. L’esercito morale non è affatto tale, e non solo per qualche tanga mostrato su Facebook.

    Soldatesse in tanga

    Nel corso degli anni gli episodi scandalo sono stati molti, tanto da costringere le autorità militari a vietare l’utilizzo dei social network all’interno delle aree dell’esercito.

    C’è stato il caso della soldatessa in posa vicino ai prigionieri palestinesi in atteggiamenti di scherno ‘Guantanamo style’, c’è stato il casto dei post razzisti su Twitter da parte di un soldato poi richiamato all’ordine. Offese e foto scabrose si sprecano, e non bastano i corsi educativi predisposti a fermare il trend. Ultime in ordine di tempo proprio le giovani soldatesse in questione, che hanno mostrato prima il lato A e poi il lato B in foto scattate all’interno delle strutture militari, causando non poco clamore. Una nota ufficiale ha confermato la punizione inflitta alle protagoniste, anche se non è ben chiaro in cosa consista questa punizione.

    Certo, l’esercito israeliano non è l’unico ad essere al centro di polemiche, ma quel che fa sorridere è quella presunta autorità morale che pretende di avere rispetto alle forze di altre nazioni. Basterebbero i missili lanciati sui villaggi palestinesi per far crollare questo mito presunto, ma forse fanno più notizia gli scatti osè di queste povere ragazze. E allora ben vengano, se servono a mettere nella giusta luce un esercito immorale come tutti gli altri. Nel 2013 abbiamo ancora bisogno della leva obbligatoria? Noi preferiamo decisamente belle donne in tanga e intimo.

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