Israele, foto provocanti scatenano ira degli ultraortodossi

Israele, foto provocanti scatenano ira degli ultraortodossi
da in News

    Sappiamo bene che i confini del lecito e del moralmente accettato cambiano da nazione a nazione, quindi se in Italia ormai non fa più alcun effetto vedere tette in televisione in altri Paesi c’è chi si scandalizza per molto meno. Prendiamo Israele, ad esempio, dove una serie di foto provocanti ma non troppo sta creando scandalo e proteste.

    Al centro del ciclone è finita la rivista Belle Mode, rivista di moda che sul numero di febbraio ha avuto l’ardire di ospitare un servizio fotografico che non è proprio piaciuto agli ultraortodossi. In qualsiasi rivista italiana quegli scatti sarebbero passati sotto silenzio e finiti presto nel dimenticatoio, ma in un Israele dalle mille contraddizioni hanno scatenato il finimondo.

    Come detto le foto non mostrano nulla di speciale: c’è la classica modella ammiccante ripresa in pose sensuali ma ben coperta dai vestiti, contornata da giovani fusti a torso nudo. Il problema è che quegli stessi giovani indossano i cappelli a tesa larga tipici degli studenti della Parola e che le modelle si espongono in maniera fin troppo provocante per i canoni accettati dagli ultraortodossi.

    Come se non bastasse, il servizio è stato realizzato su un autobus, e non uno a caso, perché si tratta dei famigerati pullman Egged, quelli che servono il quartiere cassidico di Mea Shearim a Gerusalemme ovest e le cittadine più integraliste.

    Un affronto vero e proprio, almeno a sentire le accuse dei diretti interessati. Mentre gli israeliani comuni bollano come inutile e pretestuosa la polemica, loro, gli ultraortodossi, scendono sul piede di guerra.

    In rete c’è anche chi invita a non confondere “pochi fanatici intolleranti con la grande comunità degli ebrei ortodossi, che hanno avuto il merito di conservare la Torah per generazioni e di salvare le nostre tradizioni”. I più però ritengono che non sia certo questo tipo di operazioni commerciali la soluzione contro la chiusura mentale di certi individui: “La risposta all’intolleranza sarebbe prendere qualche modella carina e provare a sedurre gli ultraortodossi?”

    A difesa della rivista arriva Maya Pollack, caporedattrice, che afferma: “Bisogna prendere le parti delle donne e battersi contro la divisione che gli ultrà vogliono imporci. Sono foto estreme, ma siamo stati attenti a non insultare le donne. Una provocazione, certo. Per far passare meglio il messaggio”. Foto estreme? Concetto davvero relativo quello di morale.

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