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Iran, attrice posa senza veli e viene esiliata: foto e video

Iran, attrice posa senza veli e viene esiliata: foto e video
da in News

    Essere esiliati per avere posato senza veli su una rivista, può accadere anche questo se il tuo Paese natale è l’Iran. E’ quanto accaduto all’attrice Golshifteh Farahani, attualmente residente in Francia, che si è vista recapitare una lettera dal governo in cui viene invitata a restare fuori dai confini nazionali. Il che, detto in parole povere, significa esilio.

    Se dalle nostre parti ormai abbiamo raggiunto l’eccesso opposto e vedere donne prive di alcuna remora morale è cosa abituale, in altre zone non solo non accade, ma anche le battaglie per i diritti minimi delle donne sono ancora ad un punto morto. Ecco quindi che mostrare il seno può diventare motivo di grande scandalo e di vergogna per tutto il Paese.

    Sappiamo tutti che spesso le reazioni eccessive del governo iraniano non rappresentano il pensare comune della popolazione, però non si può neanche negare che esistano restrizioni culturali e religiose che colpiscono non solo la vita privata ma anche l’arte, in questo caso specifico il cinema.

    Tutto è iniziato quando la bella Golshifteh Farahani, attrice famosa per il suo ruolo nel film Una separazione, premiato di recente ai Golden Globe 2012 come miglior film straniero e in odore di Oscar, ha deciso di partecipare al cortometraggio Bodies and Souls.

    Il video mostra una serie di giovani attori, uomini e donne, intenti a spogliarsi davanti all’obiettivo per mettere completamente a nudo la propria anima e il proprio corpo.

    La cosa ha creato scandalo e critiche sono piovute sulla giovane attrice, tanto che lei per protesta ha reiterato il nudo, anche questa volta piuttosto casto, sulle pagine del magazine femminile Madame Le Figaro. Da qui la reazione del governo: “Mi è stato comunicato dal ministro della Cultura e guida ufficiale islamica che l’Iran non ha bisogno di attrici e di attori. Mi hanno scritto che posso offrire i miei servizi artistici da qualche altra parte”.

    Ogni tentativo di riparazione è stato inutile, e l’esilio non sembra verrà ritirato tanto facilmente: “Ho cercato una mediazione, ma il disprezzo mostratomi da alcuni funzionari mi ha spezzato il cuore”. Farahani ha così deciso di pubblicare la foto incriminata su Facebook, ottenendo la solidarietà del popolo della rete. Già da un anno peraltro aveva lasciato il Paese per protesta contro il restrittivo codice etico imposto dal governo del presidente Mahmoud Ahmadinejad all’industria cinematografica.

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