India, Hitler diventa un negozio di vestiti: è subito polemica

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    India, Hitler diventa un negozio di vestiti: è subito polemica

    Il mondo della moda è talmente saturo di marche e negozi che per spiccare dalla massa e attirare nuovi clienti è sempre necessario dare fondo alla propria riserva di fantasia e inventarsi una trovata geniale. A volte, però, si rischia di spingersi troppo in là, proprio come ha fatto tale Rajeh Shah, che in India ha aperto un negozio chiamato Hitler. Proprio così, il Führer si è dato all’abbigliamento.

    E’ evidente che lo scopo principale di Rajeh e del suo socio, nello scegliere il nome da dare alla propria attività, era proprio quello di provocare e far parlare di sé. Seguaci fedeli del motto “cattiva pubblicità è pur sempre pubblicità”, i due hanno aperto in pompa magna il loro negozio di abbigliamento ad Ahmedabad, una città dell’India occidentale. La loro strategia era creare un polverone di polemiche, e ci sono riusciti in pieno.

    Come se non bastasse il nome, già di per sé discutibile, Rajeh Shah ha anche deciso di sfruttare l’ambiguità simbolica della svastica, inserendola in bella vista al posto del puntino sulla “i” di Hitler. Nelle culture religiose originarie dell’India la svastica è un simbolo religioso spesso utilizzato per propiziare la buona sorte, però accostato al dittatore non può che perdere la sua valenza mistica per richiamare al Nazismo.

    Nel momento in cui la notizia e le foto del negozio sono finite in rete, è iniziato il caos. Le comunità ebraiche di mezzo mondo si sono messe sul piede di guerra, accusando gli imprenditori di aver voluto inneggiare al nazionalsocialismo, in questo modo offendendo milioni di ebrei morti durante la Seconda Guerra Mondiale. La polemica non è rimasta a livello vocale, perché si sono registrati anche episodi di violenza e intimidazioni contro il negozio e i proprietari.

    Rajeh Shah da parte sua non ha alcuna intenzione di cambiare nome al negozio, e anzi ha chiesto la protezione delle autorità locali. Uno dei più folli personaggi della storia diventa marchio su magliette e mutande, e intanto in Italia sta venendo a galla una questione molto simile: effigi naziste e fasciste, con tanto dei faccioni di Adolf e Benito, sulle etichette dei vini. Dov’è finito il reato di apologia del fascismo?