Il posto fisso è un’illusione: parola di Elsa Fornero

Il posto fisso è un’illusione: parola di Elsa Fornero
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    Il posto fisso è un’illusione: parola di Elsa Fornero

    Posto fisso si posto fisso no. Il mito che per decenni ha accompagnato generazioni di lavoratori, quello di un contratto che portasse dalla laurea alla pensione, sembra sempre più minato dalla realtà dei fatti. Il governo tecnico cerca quindi di cancellarlo anche dalla mente dei diretti interessati, i lavoratori.

    Aveva iniziato proprio il presidente del consiglio Mario Monti intervenendo alla trasmissione Matrix. Secondo il premier i giovani devono abituarsi all’idea che non ci sarà per loro un posto fisso, sostituito da una realtà ben più flessibile fatto di sfide. Il tono quasi ironico non era però piaciuto scatenando un putiferio tra proteste e accuse dirette.

    Ora in aiuto del buon Mario arrivano anche altri due esponenti del governo tecnico, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Le due donne fanno scudo e tornano a parlare di posto fisso e giovani. L’antifona è sempre la stessa, possiamo dimenticarcelo.

    Proprio nel momento in cui appare vicina la riforma del lavoro con l’annullamento (parziale o totale ancora non si sa) delle tutele dell’articolo 18, il dibattito è sempre più acceso, e forse da parte dei politici bisognerebbe evitare toni polemici o addirittura velatamente sarcastici. In fondo data la situazione attuale del Paese ironizzare sul lavoro è stupido se non controproducente.

    La Cancellieri, chiarendo che Monti in fondo voleva solo sdrammatizzare dicendo che il posto fisso è “noioso”, torna sull’argomento in un’intervista a Tgcom24. Secondo lei la polemica è frutto “di una fretta d’interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienze di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso”. A rincarare la dose ecco la diretta interessata al lavoro, Elsa Fornero, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Torino:

    “Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni. Non vogliamo che non esista la possibilità di licenziare, ma che chi è stato licenziato sia aiutato dalle istituzioni e dall’azienda di trovare in tempi ragionevoli una nuova occupazione”. Qui il problema di fondo è però un altro: prima ancora che un posto fisso milioni di giovani vorrebbero un posto. Uno qualsiasi.

    Foto AP/LaPresse

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