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#freethenipple, la campagna per il seno scoperto

#freethenipple, la campagna per il seno scoperto
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    #freethenipples, ovvero la campagna di sensibilizzazione sociale per liberare dalla censura il seno delle donne sta sbarcando sui Social Network con hashtag su Twitter e pagine dedicate su Facebook. Lo slogan, che letteralmente vuol dire #capezzoliliberi, è stato preso come simbolo della protesta nata dopo che il social network Instagram ha eliminato le foto della famosa e conturbante Rihanna, che appariva nelle immagini mezza nuda, in tutta la sua bellezza. Ma ci sono anche dei precedenti. Come il caso di Lina Esco.

    Il nuovo hashtag sta velocemente diffondendosi anche su Instagram, che ha recentemente approvato nuove regole per la censura delle immagini con le foto a seno nudo. “Legale a New York ma non su Instagram”, si legge nella didascalia di molte immagini. Le immagini sono una forma di protesta contro le restrizioni di Instagram sul nudo femminile. Sono stati stampati molti tipi di gadget, e persino delle magliette di cotone su cu capeggia la scritta “#freethenipple”. La maglietta con lo slogan della campagna è già diventata un cult anche tra le celebrità.

    Lina Esco è una filmmaker che vive a Los Angeles. L’anno scorso ha diretto il suo primo film, intitolato appunto FREE THE NIPPLE, basato su vicende vere di un gruppo di coraggiose donne in topless. Ad un certo punto di questa avventura, realizzata con lo scopo di denunciare la censura dei corpi femminili nudi in Usa, Lina ha provato a lanciare una raccolta fondi per portare a termine il suo film. Come risposta, il movimento è stato dapprima vietato su Facebook, Youtube, Instagram e Google Plus.

    Lina Esco

    (Lina Esco per #freethenipples)

    La battaglia sta nel sensibilizzare l’opinione pubblica e ricordare, a chi non lo sapesse, che in USA è ancora considerato illegale per una donna esibire i seni nudi in ben 37 Stati. A New York City, capita che, sebbene fin dal 1992 è del tutto legale apparire in topless in pubblico, la polizia continuea ad arrestare le donne che lo fanno.

    Come accennato, l’hashtag-protesta si è rapidamente diffuso in seguito alla rimozione, da Instagram, delle foto in cui Rihanna appariva semi nuda. Per questo motivo un gruppo di utenti ha deciso di spingere il movimento apposito per reclamare il diritto alle tette nude. A questo link c’è la pagina Twitter di Free the Nipple. In questo modo la Rete si sta riempiendo di immagini di gente, ovviamente quasi tutte donne, che vanno in giro per la città in topless, per fare una passeggiata o semplicemente per fare la spesa affermando il diritto di libertà per i propri capezzoli.

    L’ultima in ordine di tempo ad unirsi a questa allegra combriccola di battagliere delle tette al vento è la giovane figlia di Demi Moore e Bruce Willis, la ventiduenne Scout Willis, che ha pubblicato alcune sue foto che la riprendono mentre si dedica agli acquisti per i negozi in giro per New York. A questo link la pagina Facebook del Movimento.

    La ragazza si unisce a centinaia di utenti che su Twitter e Instagram stanno partecipando alla protesta pubblicando immagini accompagnate dall’hastgag #freethenipples. Viva il topless.

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