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Forze speciali italiane: i reparti e l’addestramento

Forze speciali italiane: i reparti e l’addestramento
da in News
Ultimo aggiornamento: Sabato 20/08/2016 09:04

    Forze speciali italiane, i reparti e l'addestramento

    Le forze speciali italiane sono suddivise in vari reparti e ognuno di loro ha un particolare addestramento per rendere i militari pronti all’azione. Dal 2004 le forze speciali italiane sono comandate dal CO.F.S, che ne coordina anche le procedure di addestramento: i requisiti per entrare nei reparti speciali comprendono massimo 26 anni d’età, l’appartenenza alla categoria ufficiali, sottufficiali o volontari, non avere condanne per omicidio, non aver ricevuto una sanzione disciplinare di stato, avere un ottimo stato di servizio. Dopo la risposta ai requisiti, arrivano le preselezioni fisiche per attestare l’idoneità, che consistono in una serie di esercizi molto impegnativi tra trazioni, flessioni e corsa. I membri delle forze speciali sono definiti genericamente ‘Incursori’. Tra i compiti principali dei vari reparti delle forze speciali italiani ci sono sabotaggi, incursioni in ambienti controllati dal nemico e contro obiettivi strategici, operazioni per il recupero e la ricerca di ostaggi in zone di guerra, assistenza militare (anche nella preparazione dei territori allo sbarco delle forze convenzionali) e anche ricognizioni speciali. Le forze speciali italiane sono una per ogni singola forza armata, cui si aggiungono altri reparti di supporto: vediamo le caratteristiche e l’addestramento dei reparti delle forze speciali italiane.

    Forze speciali Reggimento Col Moschin

    I paracadutisti del reparto speciale ‘Col Moschin’ sono la una delle forze speciali più pericolose al mondo. Di stanza a Livorno presso la caserma ‘Vannucci’, il reparto del Reggimento ‘Col Moschin’ ha un addestramento specifico di 24 settimane suddivise così: 4 settimane dedicate al conseguimento del brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, 5 settimane per la formazione teorico pratica sulla topografia e sulle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre, 12 settimane sulle Procedure tecnico tattiche (PTT), specifica per l’addestramento individuale e che riguarda l’uso appropriato dell’equipaggiamento, le tecniche di mascheramento, mimetizzazione, movimento tattico, superamento ostacoli e mobilità verticale; 3 settimane sono dedicate alla ricerca, acquisizione e sorveglianza degli obiettivi, due invece alle azioni dirette su obiettivi tattici. Si prosegue così: 3 settimane di addestramenti tecnici specifici sulle trasmissioni, sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica su come intervenire in caso di ferite d’arma da fuoco, manovre salvavita e procedure di rianimazione cardio-polmonare, approfondimenti su armi e tiro (diurno e notturno) e pianificazioni delle operazioni militari. Alla fine del corso si procede ad una esercitazione continuativa di due settimane ed esami finali, prima di passare alla specializzazione di ogni reparto.

    Forze speciali GOI Marina Militare

    Il nome ufficiale è Raggruppamento subacquei e incursori “Teseo Tesei” e si tratta della forza speciale italiana della Marina Militare, con il compito di svolgere le operazioni di guerra in acqua e di operare la difesa subacquea. Il COMSUBIN è composto dal Gruppo Operativo Subacquei GOS, palombari e sommozzatori specializzati nella bonifica dalle mine e degli ordigni trovati in mare, della verifica dell’assenza di bombe sulle navi e nel soccorso dei sommergibili e sottomarini, e dal Gruppo Operativo Incursori GOI che sono invece le forze d’assalto della Marina. Dipende direttamente dallo Stato Maggiore della Marina Militare italiana ed è il gruppo che rilascia le certificazioni e i brevetti di sub militare. La sede del raggruppamento è a Le Grazie al Varignano, estremità ovest del golfo di La Spezia, in Liguria. L’addestramento per diventare Incursore ed entrare nel GOI d’assalto dura circa un anno ed è suddiviso in un periodo di accentramento (tipo preselezione), in tre fasi addestrative (combattimento a terra, combattimento in acqua e combattimento anfibio) ed una fase finale. Alla fine si ottiene il ‘basco verde’, il cappello identificativo degli Incursori della Marina.

    Forze speciali Stormo aeronautica militare

    Il 17° Stormo Incursori è la forza speciale dell’Aeronautica Militare italiana: l’accesso alla specialità di Incursori avviene per concorso interno, quindi bisogna essere già in servizio permanente all’interno del corpo dell’Aeronautica. La sede ufficiale è all’Aeroporto di Furbara, a Cerveteri, vicino Roma. L’addestramento per entrare nel 17° Stormo è simile a quello per il Reggimento ‘Col Moschin’, la differenza arriva nelle ultime 12 settimane con il Corso Combat Controller suddiviso in tre fasi distinte: un modulo sull’assistenza di traffico aereo di circa un mese a Pratica di Mare, un modulo per il controllo aereo avanzato in missioni di attacco al suolo e una fase GLD, che può tenersi in Italia o all’estero a seconda della disponibilità, per l’illuminazione terminale dell’armamento aereo a guida laser.

    Forze speciali Gis Carabinieri

    Il G.I.S. è il Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri, quello conosciuto come ‘teste di cuoio’: ha sede a Livorno e oltre alle azioni militari, svolge anche il ruolo della pubblica sicurezza. Tra i suoi compiti ci sono l’antiterrorismo, gli interventi speciali in zone di guerra, il coordinamento in caso di rapimenti, cattura di criminali e pericolosi latitanti, interventi in caso di evasione dal carcere. Essendo un’unità d’élite, il GIS richiede una fase di selezione e addestramento molto lunga e dura, (ecco come entrare nelle forze speciali italiane): 9 mesi di corso paracadutisti, 18 settimane di corso base GIS (arti marziali, maneggio di esplosivi, tecniche di arrampicata e discesa, lingua inglese e primo soccorso tra gli altri) e altrettante 27 settimane di specializzazione (con lo studio di edifici sensibili, piante topografiche, nuoto subacqueo e anfibio, tiro avanzato).

    Forze speciali alpini

    Le forze di supporto al combattimento delle Forze Speciali italiane sono composte esclusivamente da personale volontario altamente addestrato ed equipaggiato, cui vengono delegati compiti militari di valore strategico o tattico e altri compiti di fanteria leggera ad elevato rischio e azioni dirette in combattimento. In Italia sono tre, tutti sottogruppi dell’Esercito Italiano: il 4º Reggimento alpini paracadutisti ‘Monte Cervino’ (di stanza a Montorio Veronese, vengono definiti ‘Ranger’ e sono gli alpini paracadutisti), il 185º Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi ‘Folgore’ (con sede a Livorno) e il 28° Reggimento ‘Pavia’ (con sede a Pesaro). Questi tre reggimenti dipendono dal CO.F.S., anche se formati da volontari ‘distaccati’.

    Forze speciali Elicotteristi

    Le forze di supporto operativo si riferiscono agli interventi aerei, quindi richiedono la disponibilità di unità di volo dedicate e specifiche risorse per il comando e controllo, oltre alle comunicazioni. Si tratta di due gruppi militari, uno della Brigata Aviazione dell’Esercito e uno dell’Aeronautica Militare: il primo è il 3º R.E.O.S. – Reggimento elicotteri operazioni speciali ‘Aldebaran’, formato da elicotteristi e con sede all’aeroporto di Viterbo, e l’altro è il 9º Stormo ‘Francesco Baracca‘, di stanza all’aeroporto di Caserta-Grazzanise. Svolgono funzione di supporto logistico e operativo.

    Forze speciali Folgore

    A livello di interventi operativi sul territorio come unità esploranti, scelti in base al grado o livello di addestramento, il CO.F.S. ha a disposizione anche altre sei unità appartenenti alle varie Forze militari italiane: l’Esercito schiera tre plotoni di esploratori paracadutisti della Brigata Folgore (183º Reggimento paracadutisti ‘Nembo’ con sede a Pistoia, 186° e 187° Reggimento paracadutisti ‘Folgore’ con sedi a Siena e Livorno) e un plotone di esploratori anfibi (il Reggimento lagunari ‘Serenissima’ a Venezia), la Marina Militare ha in forze la Compagnia Operazione Speciali della Brigata marina ‘San Marco’ con sede a Brindisi (sono i noti ‘marò’), mentre l’Arma dei Carabinieri ha il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti ‘Tuscania’ con sede a Livorno.

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