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Estonia, foto di Auschwitz per pubblicità pillole dimagranti: è scandalo

Estonia, foto di Auschwitz per pubblicità pillole dimagranti: è scandalo
da in News
    Estonia, foto di Auschwitz per pubblicità pillole dimagranti: è scandalo

    Il nazismo torna di stretta attualità sulle pagine della cronaca. Da un lato c’è la Grecia, con la richiesta di risarcimento per i danni causati dalla Germania, dall’altra una (finta) pubblicità shock finita su un giornale estone, che parla di pillole dimagranti e piazza sullo sfondo una foto del campo di concentramento di Auschwitz. Entrambe le notizie hanno provocato reazioni indignate e polemiche a non finire.

    Proprio nel giorno in cui a Philadelphia, negli Stati Uniti, viene rintracciato un ex carceriere di Auschwitz ancora in vita, dalla Grecia arriva l’ipotesi di una richiesta di risarcimento da chiedere alla Germania per le barbarie compiute dai nazisti nel Paese. Il vice ministro della Finanza ha fatto sapere che la questione è ancora aperta, ma ai più la proposta pare una ripicca per i recenti problemi finanziari o comunque un modo per fare cassa.

    Rievocare il nazismo dopo quasi 70 anni pare una scusa bella e buona, ottima per creare un polverone, in una nazione sempre più divisa tra democratici e fedeli di Alba Dorata, gruppo di estrema destra di chiare radici fasciste. Come se non bastasse, il polverone è stato alimentato da una notizia giunta dalla lontana Estonia, dove un famoso giornale, l’Eesti Ekspress, ha pubblicato un finto annuncio pubblicitario di pillole dimagranti con l’immagine delle vittime dei campi di concentramento in Germania.

    La foto, che ha scatenato l’immediata reazione indignata della comunità ebraica e degli esponenti della società civile, è accompagnata da una didascalia che recita “Uno, due, tre… le pillole dimagranti del dottor Mengele fanno miracoli per te. Non c’erano persone tarchiate a Buchenwald!”. C’è da dire che la vignetta è stata pubblicata nella sezione umoristica, ma il buon gusto è comunque stato violentato, nonostante il vice direttore Sulev Vedler si sia prontamente scusato assicurando che la vignetta non era “rivolta contro il popolo ebraico”.

    Pare che lo spunto sia arrivato al giornale da una pubblicità (vera questa volta) realizzata da una società del gas estone, la GasTerm Eesti, che aveva utilizzato la celebre foto delle porte del campo di Auschwitz con la scritta Arbeit macht frei per promuovere i propri prodotti. Quel che è certo è che ormai in Europa si respira un’aria pericolosa, nata dalla crisi economica e alimentata da un senso di insicurezza sociale la cui causa viene indicata proprio negli immigrati e nel diverso. Uno scenario fosco che ricorda molto da vicino il mondo post-crisi del ’29. Visione apocalittica e irrealistica? Lo speriamo davvero.

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