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E’ vero che per ogni uomo ci sono sette donne?

E’ vero che per ogni uomo ci sono sette donne?
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    E’ vero che per ogni uomo ci sono sette donne?

    Uno dei luoghi comuni più duri a morire è che al mondo esistono sette donne per ogni uomo. E’ davvero così? Sul pianeta Terra esistono per ogni uomo sette ragazze? Lucio Battisti non si accontentava e ne voleva addirittura dieci tutte per sé ma, a conti fatti, questa proporzione tra popolazione maschile e femminile non è del tutto corretta. Vero è che esistono più donne che uomini, ma non in questo rapporto così esagerato. Diciamo che in ogni nazione si vive una situazione completamente diversa. In Italia come stiamo messi? Secondo l’ultimo censimento lungo lo stivale esistono più donne che uomini, ma il rapporto è quasi di uno a uno. La domanda a questo punto è: come mai le donne sono di più?

    La risposta a questa domanda è più banale di quanto si possa pensare ed è iscritta nei geni: le donne sono di più perché vivono di più. L’età media delle donne è più elevata rispetto a quella della popolazione maschile, per fattori molto diversi tra loro. Gli studiosi per decenni hanno cercato la radice di questa longevità ma, alla fine, avrebbero raggiunto un accordo: le donne vivono di più perché il loro sistema immunitario invecchia più lentamente rispetto a quello maschile. E’ il processo di invecchiamento, quindi, a fare davvero la differenza: i livelli di globuli bianchi e citochine, responsabili della lotta contro le infezioni batteriche, diminuiscono più velocemente negli uomini. Cosa significa questo? Che troviamo molto meno uomini nelle fasce d’età più elevate. La storia delle sette ragazze per ogni ragazzo, allora, assume un connotato del tutto diverso perché, se è vero che ci sono più donne che uomini, è anche vero che molte di queste donne sono anziane.

    Piramide popolazione italiana

    Ha ancora senso stare lì a domandarsi chi abbia preso le nostre sette donne (o, nella migliore delle ipotesi, le restanti sei di cui non possiamo godere)? Pensate alla situazione dei cinesi: la Cina, a seguito delle politiche del figlio unico e di una cultura che predilige i figli maschi, si trova oggi a vivere il boom economico in una condizione di squilibrio assoluto. Per dirla in parole povere, mentre nel resto del mondo il rapporto uomo donne è più o meno di 1 a 1, in Cina ci sono oltre 30 milioni di uomini che non trovano una partner, con un rapporto di 1.8 a 1, quasi una donna ogni due uomini (con tutti i problemi sociali che questo comporta). Quando ci viene da lamentarci che non ci sono abbastanza rappresentanti del gentil sesso, allora, dovremmo rivedere i nostri calcoli perché in Italia il numero è praticamente identico. Cambia, semmai, la distribuzione per fascia d’età, come dimostrano i dati Istat del censimento generale della popolazione del 2011.

    In Italia nel 2011 risiedevano in totale 59.433.744 milioni di persone, di cui 28.745.507 milioni maschi e 30.688.237 femmine (51,6% del totale). Questa differenza di genere è dovuta proprio al progressivo invecchiamento della popolazione e alla maggiore speranza di vita delle donne, così in proporzione ci troviamo con 93,7 uomini ogni 100 donne.

    In generale, poi, il nostro è un Paese che sta invecchiando, nel senso che l’età media generale si sta alzando anno dopo anno: merito della medicina, certo, ma soprattutto della scarsa propensione a fare figli. Dato che le donne vivono più degli uomini, questo trend rischia di peggiorare il rapporto statistico tra i due generi, ma non è il caso di gioire perché le donne sono e saranno di più solo nella fascia d’età più elevata. Quindi ci saranno più donne, ma saranno tutte anziane. A titolo di esempio, prendiamo la situazione del Comune di Milano che, per la sua conformazione demografica, può essere utilizzato come campione rappresentativo dell’intera nazione.

    Popolazione Milano

    Leggendo la tabella riportata dal sito del Comune, parte di un censimento locale della popolazione, si nota subito come il rapporto tra uomini e donne sia invertito fino alla fascia d’età 40-44 anni. Da 1 a 44 anni, quindi, a Milano esistono più uomini che donne, una differenza minima certo, ma comunque significativa perché si accorda al discorso che abbiamo portato avanti finora. La situazione cambia drasticamente superata la soglia dei 44 anni: da lì in poi il numero dei maschi crolla inesorabilmente, mentre quello delle donne aumenta ancora nella fascia 45-49 per poi digradare in maniera più regolare. Il totale, comunque, si mantiene sempre più elevato, dai 45 anni fino a oltre 90, dove il rapporto uomini donne è poco meno di 1 a 4. Conclusione: non ci sono sette donne per ogni uomo al mondo ma, visto il trend demografico, anche se ci fossero sarebbero tutte vecchie. Ne varrebbe davvero la pena?

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