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Donna segue il Gps: sbaglia di 1500 chilometri

Donna segue il Gps: sbaglia di 1500 chilometri
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    Donna segue il Gps: sbaglia di 1500 chilometri

    Le donne al volante sono fonte continua di notizie a dir poco sorprendenti e, se all’equazione aggiungiamo anche il Gps, il disastro è sempre dietro l’angolo. Ultimo esempio in ordine di tempo vede protagonista tale Sabine Morceau, arzilla signora di 67 anni che, affidando la sua sorte al Gps, senza colpo ferire ha guidato per due giorni alla ricerca di una meta che era molto più vicina: 1.500 chilometri per raggiungere un luogo che ne distava 145. Se non è record mondiale di fede ingenua nella tecnologia, allora poco ci manca.

    Diciamo la verità, il navigatore satellitare prima o poi crea problemi a tutti, cercando di spingerci a percorrere strade sterrate, sensi unici, zone a traffico limitato o portandoci sull’orlo di un burrone. E’ l’eterno dubbio amletico tra ‘percorso più breve’ e ‘percorso più veloce’: la cronaca è ricca di episodi spesso anche tragici, di gente che è finita in mare o in un precipizio con una fiducia totale e incrollabile nel cervello del navigatore. La strada assurda è sempre dietro l’angolo, ma basta un minimo di buonsenso per evitare disastri.

    Buonsenso di cui, evidentemente, la 67enne Sabine Morceau non è dotata. Partita dalla sua abitazione di Hainault Erquelinnes, in Belgio, la donna doveva recarsi a Bruxelles per prendere un amico arrivato nella capitale via aereo. Un viaggio di 145 chilometri che, anche tenendo conto dei limiti di velocità e del traffico, non avrebbe rubato più di 2 ore a una persona normale. Peccato che la donna si sia, come detto, affidata al navigatore che, seguendo una forza diabolica, ha trasformato il viaggio in un incubo lungo 2 giorni. Avete capito bene, 2 giorni!

    Invece di Bruxelles, la sventurata guidatrice ha raggiunto Zagabria, in Croazia, dopo aver percorso 1.500 chilometri. Come andare da Los Angeles a Roswell nel New Mexico, come attraversare tutta la Gran Bretagna dalla punta nord fino all’estremità sud di Brighton. Un disastro totale, che la donna ha commentato così: “Ero distratta e ho continuato a guidare“. Possibile che non le sia mai venuto il dubbio che stava sbagliando? Possibile che non abbia mai incrociato un cartello o una indicazione? “Ho visto tutti i tipi di segnali stradali, prima in francese poi tedeschi e infine in croato ma ho continuato a guidare. Quando sono arrivata a Zagabria, ho capito di non essere più in Belgio”. Deduzione fantastica.

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