Donna più grassa del mondo dimagrisce grazie al sesso

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    Donna più grassa del mondo dimagrisce grazie al sesso

    Fare l’amore è un toccasana non solo per lo spirito, ma anche per il fisico. E’ provato a livello scientifico, ma semmai ci fosse bisogno di una prova ulteriore ecco arrivare Pauline Potter, una signora 47enne di Sacramento, California. Dopo essere entrata nel Guinness dei Primati come donna più grassa del mondo con i suoi 291 chili, Pauline ha deciso di dimagrire. Niente diete, però, perché il metodo utilizzato prevede solo tanto sesso a volontà con il suo ex marito. Inutile dire che la strategia ha funzionato alla perfezione.

    Sesso per dimagrire: quello di Pauline potrebbe diventare un caso clinico da studiare. Dopo aver preso la decisione di dimagrire ed essersi rimessa con il suo ex marito Alex, la donna ha perso 41 chili. La cura non è solo dilettevole ma anche utile, motivo per cui lei non ha alcuna intenzione di smettere: “Non posso muovermi molto a letto ma faccio ugualmente molto esercizio fisico girandomi e rigirandomi, e ogni volta che faccio l’amore con Alex consumo 500 calorie”.

    La media di consumo si aggira sulle 10mila calorie al giorno, con almeno 7 sessioni amorose al giorno. Il primo obiettivo di Pauline è arrivare fino a 241 chili: “Quando siamo a letto – ha affermato in un’intervista a Closer – ci piacciono i preliminari, i massaggi, e naturalmente anche i rapporti sessuali completi. Ho dovuto far rafforzare il letto, e mi dispiace non poter indossare per Alex biancheria intima sexy, così mi copro con un lenzuolo di raso bianco”.

    In tutto questo, cosa ne pensa Alex (che pesa solo 63 chili) della full immersion sessuale? “La prima volta che sono tornato da Pauline abbiamo fatto sesso sei volte in 24 ore, ed anche se una sua gamba pesa più di me, abbiamo trovato il modo di posizionare il suo corpo in modo rendere piacevole il sesso sia per lei che per me”. Qualche pericolo comunque c’è: ”Durante i nostri rapporti il letto potrebbe crollare ed entrambi potemmo restare feriti seriamente, se non addirittura morire”. E’ un lavoro duro, ma qualcuno dovrà pur farlo.