Cosa succederà dopo le dimissioni di Renzi? 5 cose da conoscere

Dopo la sconfitta del referendum del 4 dicembre 2016, i possibili scenari politici in Italia.

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    Cosa succederà dopo le dimissioni di Matteo Renzi, a seguito dell’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016? La vittoria del No alla riforma voluta dal governo Renzi, ottenuta con oltre il 60% dei voti, ha ufficialmente dato il via alle mosse per decidere cosa fare di questo Parlamento, in carica da 1017 giorni, circa tre anni, dopo la sconfitta ottenuta. Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni in conferenza stampa poco dopo la chiusura delle urne, mentre si delineava il vantaggio dello schieramento avverso, rimandando le decisioni al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 5 dicembre è previsto l’ultimo Consiglio dei Ministri da lui presieduto. Noi di QNM vogliamo chiarire questi punti e vi diciamo quali sono le 5 cose da conoscere per comprendere meglio cosa succederà dopo le dimissioni di Renzi.

    Il Renzi-bis

    Un’ipotesi poco accreditata riguarda la possibilità che Sergio Mattarella, il capo dello Stato, rifiuti le dimissioni di Matteo Renzi, e rinnovi l’incarico di formare un nuovo governo, che potrebbe diventare il cosiddetto Renzi-bis. Poche probabilità di realizzazione perché Matteo Renzi, nonostante tutto, aveva promesso che le sue dimissioni in caso di vittoria del No sarebbero state irrevocabili.

    Ipotesi governo tecnico

    Una delle prime ipotesi su cosa succederà dopo le dimissioni di Renzi è quella del governo tecnico, spesso utilizzato negli ultimi anni per ovviare alle crisi di governo dettate da votazioni traballanti e da un sistema elettorale che difficilmente aiuta lo stabilimento di una maggioranza forte, in attesa di nuove elezioni anticipate nel 2017. Nei corridoi di Palazzo, si vocifera, il nome più accreditato per il governo tecnico del dopo Renzi è quello di Pier Carlo Padoan, già Ministro dell’Economia e delle Finanze proprio nel governo dell’ex premier.

    Governo politico e legge elettorale

    Una volta accettate le dimissioni, Sergio Mattarella potrebbe dare il nuovo incarico di governo ad altri uomini già interni all’esecutivo, non tecnici come: si vocifera anche la possibilità di un uomo di legge come Pietro Grasso, Presidente del Senato, che avrebbe il compito di portare a termine la legislatura e finalmente modificare la legge elettorale del ‘Porcellum’, tra le cause primarie dell’instabilità politica italiana. Ipotesi non molto accreditata, ma in queste prima ore post-referendum costituzionale, sono tutte voci anche quelle che riguardano Graziano Delrio (ministro dei Trasporti e primo dei renziani), Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali) o Paolo Gentiloni (Ministro degli Esteri).

    Instabilità dei mercati

    Molta preoccupazione dopo le dimissioni di Renzi la danno i mercati finanziari, che hanno sì celebrato la vittoria elettorale dei verdi in Austria, ma hanno anche accusato la perdita di un europeista come Matteo Renzi, tra gli uomini forti dei principali paesi della UE. Tra i più pessimisti il Financial Times, che ha previsto una crisi forte dell’euro e una ancora più possente crisi finanziaria di tutta l’Europa. Articoli simili sono usciti su giornali finanziari tedeschi, inglesi e italiani. Intanto lo spread tra titoli italiani e tedeschi si è leggermente rialzato e l’euro è da stamani, apertura dei mercati, in lieve perdita sul dollaro.

    Problemi: legge di bilancio e salva-banche

    Il governo dimissionario farà approvare la legge di bilancio, già rimandata alla Camera dopo la prima approvazione in Senato? Verranno effettuate le modifiche che teoricamente aveva promesso? In passato i governi hanno atteso l’approvazione prima di rassegnare le dimissioni, ma stavolta è diverso. C’è incertezza su questo punto, e altrettanta sul celebre decreto salva-banche per otto istituti di credito in forte difficoltà economica. Le possibilità di fallimento, come nel caso della Monte dei Paschi di Siena, sono molto remote, ma è anche vero che stanno tutti a guardare le prossime, inafferrabili mosse del Quirinale. La parola a Sergio Mattarella.