Cosa succede dopo la morte di una celebrità?

Quando muore una persona famosa, ci sono dei meccanismi che si ripetono di volta in volta: il cordoglio sui social network, il gossip, la corsa all'eredità dei parenti prossimi, lo sciacallaggio per spremere fino all'ultimo un nome importante. Perché, nonostante tutto, “the show must go on”.

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    Cosa succede dopo la morte di una celebrità?

    Cosa succede dopo la morte di una celebrità? E’ una domanda che, probabilmente, ci poniamo spesso, in particolar modo quando a scomparire è un personaggio che conosciamo bene o comunque molto amato dal pubblico. La recente scomparsa di Dolores O’Riordan, la cantante dei Cranberries morta a soli 46 anni, ha innescato una serie di dinamiche tipiche della dipartita di una celebrity, a cominciare dal cordoglio social dei colleghi e dei fan. Ma non è tutto, poiché il vuoto artistico che lascia un personaggio famoso ha un’eco notevole anche su altri fronti.

    Il cordoglio social

    Il primo effetto che la morte di una celebrità provoca è sicuramente il cordoglio social. La notizia viene rilanciata dai giornali e dai blog online e si diffonde a macchia d’olio grazie alle condivisioni. Commenti, foto, pensieri personali galleggiano nell’aere della rete, vengono ripescati video ed interviste della celebrità e, com’è ovvio che sia, si cerca di saperne di più della sua morte, specie se questa è avvenuta in circostanze ambigue o non meglio specificate.

    Naturalmente, è anche facile imbattersi in riflessioni e commenti negativi circa quella celebrità, speculazioni e gossip che partono in larga percentuale dagli haters e che, inevitabilmente, conducono ad un botta e risposta con i fan che non sempre ha noti moderati.

    L’aumento delle vendite

    La morte di una celebrità porta ad un aumento delle vendite dei prodotti relativi alla sua arte, in particolar modo per quanto concerne cantanti e musicisti: basti pensare a Michael Jackson, che si è trovato a duettare postumo con Justin Timberlake o, tornando in Italia, a Pino Daniele, che come Jackson, ha visto uscire postumo sia un nuovo pezzo, che un nuovo album.

    Dunque, non ci stupisce che a neanche 24 ore dalla morte di Dolores O’Riordan, gli album e i brani dei Cranberries abbiano avuto una crescita vertiginosa in termini di vendite, attestandosi su più del 900% su Amazon e su valori altissimi, vicini al 100%, su iTunes.

    La morte, dunque, fa vendere di più e fa incassare un bel po’ alle mayor discografiche e agli eredi, che molto spesso incentivano l’uscita di nuovi prodotti operando delle azioni che, francamente, sono al limite dello sciacallaggio.

    Diritti d’autore: cosa accade quando muore una celebrità?

    La questione dei diritti d’autore sorge immediatamente dopo la morte di una celebrità ed interessa in particolar modo gli eredi, che subito spuntano come funghi ed avanzano la pretesa della propria fetta d’eredità.

    A seconda del Paese di riferimento, i diritti d’autore seguono leggi specifiche. In Italia, ad esempio, il diritto d’autore scade dopo 70 anni dalla morte di chi ne deteneva i diritti: terminato questo gap temporale, il diritto termina e l’opera può essere utilizzata anche da altri. Qualche anno fa, ad esempio, sono scaduti i diritti di una delle opere letterarie più famose di sempre, Il piccolo principe, pubblicato per la prima volta nel 1943. L’editore italiano che all’epoca ne aveva acquistato i diritti era Bompiani, ma decaduto il diritto d’autore, tutte le altre case editrici si sono lanciate nel commercio di nuove edizioni del libro incontrando il favore del pubblico.