Corruzione, Italia peggio del Ruanda: la classifica

Corruzione, Italia peggio del Ruanda: la classifica
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    A pensare male spesso si indovina, è questa la prima frase che viene in mente nel leggere il rapporto stilato per il 2011 dall’organizzazione non governativa Transparency International, che misura la percezione della corruzione in base a diversi criteri. L’Italia ne esce con le ossa rotte, riuscendo a fare addirittura peggio del Ruanda.

    Non citiamo il Paese africano a caso, visto che nella percezione comune il Ruanda rappresenta uno dei simboli della corruzione governativa e del caos civile dovuto alla scarsa cura del bene della popolazione. Dovrebbe farci seriamente riflettere il fatto che l’Italia sia finita dietro una nazione del genere; vuol dire che al di là dei proclami dei politici di turno la situazione è un disastro.

    Già me li vedo, quegli stessi politici, senza differenze di colori e schieramenti, pronti a fare distinguo, a definire i risultati bugiardi, a dare la colpa ad un capro espiatorio. La verità è che l’Italia scivola alla 69esima posizione, subendo un tracollo rispetto ai già magri risultati ottenuti nel 2008.

    Cerchiamo di capire innanzitutto come funziona questo rapporto. L’agenzia non governativa si occupa di analizzare la corruzione percepita, non quella reale, che sarebbe spesso difficile da quantificare. Questo significa osservare quel che accade nel Paese in questione, dai reati commessi ai sentimenti dei cittadini, attraverso l’analisi dei sondaggi di opinione, del livello di accesso alle informazioni, dei casi di corruzione e tangenti, dell’efficacia delle leggi per contrastare il fenomeno.

    Una volta messi insieme tutti questi dati, ad ogni Paese viene assegnato un punteggio, che parte da 10 (voto più alto, maggiore trasparenza) a 0 (voto più basso, segno di corruzione diffusa). L’Italia per il 2011 ha ottenuto un punteggio pari a 3,9 punti (nel 2008 erano stati 4,6), riuscendo a fare peggio non solo del Ruanda, ma anche di altre realtà come il Ghana, le Barbados, il Cile, il Qatar.

    Ovviamente sono lontanissimi da noi i più virtuosi, considerando che la Nuova Zelanda, la più virtuosa, ha ottenuto un punteggio di 9,5, seguita a ruota da Danimarca e Finlandia a 9,4. Il Nord Europa veste i panni del leone in questa classifica, vista la presenza nei primi sette posti anche di Svezia (quarta con 9,3), Norvegia (sesta con 9) e Paesi Bassi (settima con 8,9). In mezzo si piazza a sorpresa Singapore, quinta con 9,2.

    Chiudono la top 10 dei virtuosi Australia (8,8), Svizzera (8,8) e Canada (8,7). Nelle posizioni più basse ci sono poche sorprese, visto che si riconfermano quasi in blocco le peggiori dell’ultima rilevazione, con Afghanistan, Myanmar, Nord Corea e Somalia ad vestire i panni della vergogna come Paesi con la maggior percezione di corruzione in assoluto (punteggi da 1,5 a 1).

    Il brivido di terrore, però, è dato dal fatto che l’Italia nel punteggio sia più vicino al peggio che al meglio. Con questo tarlo in mente, vi lasciamo ad un interessante video messo in rete da Transparency sulle modalità di analisi e su come viene redatta la classifica.

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