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Come entrare nelle forze speciali dell’esercito italiano: tutto quello che devi sapere

Come entrare nelle forze speciali dell’esercito italiano: tutto quello che devi sapere
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    Come entrare nelle forze speciali dell’esercito italiano: tutto quello che devi sapere

    Come entrare nelle forze speciali dell’Esercito Italiano? Ecco tutto quello che devi sapere per far parte delle squadre di specialisti delle Forze Armate tricolori. Continua a leggere se hai qualche dubbio o vuoi semplicemente avere maggiori informazioni su come entrare a far parte dei reparti speciali per lavorare insieme ai migliori specialisti delle forze armate italiane, uomini addestrati e utilizzati per svolgere operazioni importanti, delicate e soprattutto rischiose.

    Esistono vari profili di specialisti all’interno dei reparti speciali più conosciuti dell’Esercito Italiano, della Marina, dei Carabinieri e della Polizia, di cui bisogna quindi far parte in maniera effettiva per potervi accedere. Queste figure sono il Granatiere, il Bersagliere, l’Alpino, il Paracadutista, il Lagunare, l’Incursore, l’Acquisitore Obiettivi, il Ranger, il Pilota, il Mitragliere, il Cavaliere, il Cinofilo, il Soccorritore, il Fante, l’Artigliere, il Geniere, il Trasmettitore, il Logista, l’Ingegnere Militare. Leggi anche le 12 forze armate più toste del mondo.

    Come detto, bisogna essere effettivi in una delle Forze Armate italiane. Il reclutamento nell’Esercito, nella Marina o nell’Aeronautica avviene tramite diversi modi e cambia in base alla categoria scelta. Ad esempio i volontari in ferma breve (VFB) possono partecipare al concorso per la truppa o (dopo tre anni) accedere al concorso per Carabinieri e Polizia (leggi qui come si diventa Carabiniere); i sottufficiali dell’esercito possono partecipare alla scuola allievi marescialli, mentre gli ufficiali possono seguire l’accademia militare o possono essere nominati direttamente se si è conseguita una laurea specifica.

    Attenzione, però, perché il volontario in ferma annuale (VFA) non può procedere al reclutamento nelle forze operative speciali (FOS).

    Come sappiamo, ciascun reparto è specializzato in una determinata attività, ma nonostante i diversi tipi di specializzazioni, a tutti gli uomini (già effettivi in una delle Forze armate citate in precedenza, e con un limite di età tra 25 e 30 anni) viene richiesta una particolare preparazione fisica e mentale, oltre che tecnica. Chiaramente bisogna superare prima di tutto le visite mediche specialistiche e i test psicologici in cui si valuta l’idoneità all’entrata nelle FOS. Gli esami di preparazione fisica variano da reparto a reparto e sono in genere consultabili sui bandi di concorso. Le prove riguardano: resistenza, corsa, piegamenti sulle braccia, trazioni alla sbarra, piegamenti alle parallele, addominali, salto in alto, salto in lungo, salita alla fune, nuoto e prove acquatiche. Poi si devono superare delle prove scritte, solitamente si tratta di test a risposta multipla su argomenti di cultura generale o vari. Leggi anche tutto quello che bisogna sapere per arruolarsi nella Legione Straniera Francese.

    I reparti speciali delle Forze armate italiane più famosi sono: il 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” (gli incursori dell’esercito), il Battaglione Alpini paracadutisti Monte cervino (Battle-Parà), specializzati nel combattimento in alta montagna, la Brigata paracadutisti ”Folgore”, il gruppo operativo incursori (GOI), dipendente dal COM.SUB.IN, comando subacquei e incursori, per quanto riguarda la Marina, mentre per l’arma dei carabinieri, i reparti speciali sono il 1° reggimento Tuscania e il GIS (Gruppo Interventi Speciali). L’Unità Speciale Antiterrorismo della Polizia di Stato italiana è invece conosciuta con l’acronimo NOCS (nucleo operativo centrale di sicurezza) e vi si accede dopo almeno quattro anni di servizio.

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