Clendy, pubblicità shock che fa arrabbiare le donne [FOTO]

Clendy, pubblicità shock che fa arrabbiare le donne [FOTO]
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    Clendy, pubblicità shock che fa arrabbiare le donne [FOTO]

    Prendi una immagine che dovrebbe pubblicizzare un panno in microfibra ma sembra istigare al femminicidio, postala sui social network e attendi il responso della rete. Quale sarà il risultato? Un disastro annunciato, ma pare proprio che i responsabili marketing dell’azienda in questione, Clendy, non siano stati in grado di prevedere le reazioni degli utenti web. Reazione che non si è fatta attendere, sottoforma di insulti e rabbia, delle donne ma non solo. E torna prepotente l’antico quesito: è giusto utilizzare provocazioni del genere a scopi promozionali? Oppure si tratta solo di una mancanza di tatto e di un autogol aziendale?

    La risposta sembrerebbe davvero semplice, eppure il continuo reiterarsi di pubblicità sessiste (o peggio ancora) qualche dubbio lo lascia. Perché le aziende continuano a puntare su immagini forti, doppi sensi smaccati e copy volgari in pubblicità che dovrebbero rappresentare tutt’altro? L’impressione è che al disastro totale lavorino due cause distinte: da un lato l’opportunismo classico di chi pensa che una cattiva pubblicità sia pur sempre una pubblicità, purché provochi il passaparola e faccia circolare il nome del prodotto; dall’altro la scarsa capacità di responsabili marketing che non si rendono conto che mandare in giro pubblicità del genere nell’era dei social network rischia di minare anni di lavoro corretto e rispettoso della dignità delle persone.

    Clendy pubblicità versione maschile

    Perché è proprio questo il peccato della pubblicità realizzata per Clendy, azienda produttrice di articoli per la casa e per la persona, per il lancio di Kit Elité, panno in microfibra in grado di cancellare anche la macchia più ostinata in un solo colpo di mano. La mancanza di rispetto nel proporre un’immagine che lascia molti dubbi sul suo vero significato e che, associata allo slogan ‘Elimina tutte le tracce‘, richiama fin troppo da vicino la violenza sulle donne. Qualcuno sulla pagina ufficiale di Facebook dell’azienda ha difeso la pubblicità affermando che non è detto che il senso sia proprio quello, e che magari il ragazzo protagonista vuole solo cancellare le tracce di una relazione fedifraga. Una versione smentita però dai fatti, ovvero dalla presenza di una versione al maschile che mostra chiaramente un uomo steso sul pavimento.

    E’ l’assenza di tatto a stupire, perché era evidene che una soluzione del genere avrebbe scatenato la rabbia delle donne, a maggior ragione in un periodo in cui si parla molto di femminicidio e violenza domestica.

    Errori del genere non possono essere giustificati, anche se si tira in ballo la buona fede dell’azienda, che magari pensava solo di aver creato qualcosa di scherzoso (fatto dimostrato, appunto, dalla presenza di una versione maschile). Il tornado che ha colpito gli account ufficiali dei social network di Clendy è stato così violento e improvviso che la stessa azienda, al momento, fatica ad arginare la massa di commenti, preferendo cancellare piuttosto che rispondere. Questo dettaglio è importante, perché rende ancora più evidente la realtà dei fatti, smascherando l’ennesima azienda che non è in grado di gestire al meglio la propria presenza virtuale. Le posizioni sono inconciliabili e il danno di immagine notevole, ma c’è ancora spazio per la mediazione: forse basterebbe rendersi conto dell’errore, dal punto di vista umano ancora prima che strategico, e chiedere scusa a tutte quelle donne che si sono sentite lese nella propria dignità.

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