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Città abbandonate in Italia, i borghi fantasma da visitare

Città abbandonate in Italia, i borghi fantasma da visitare

Tra le bellezze del nostro Paese figurano anche alcuni borghi abbandonati dal fascino intatto e magico, tutti da vedere.

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    Città abbandonate in Italia, i borghi fantasma da visitare

    Le bellezze d’Italia sono tante, ma per una gita turistica fuori dalle solite rotte perché non visitare le città abbandonate d’Italia? Esistono molti borghi fantasma da visitare per scoprire un fascino antico, diverso, a volte inquietante ma sicuramente suggestivo, che vi potrà portare al di là del classico giro cittadino: l’Italia è ricca di città abbandonate per calamità naturali o per perdita di posti di lavoro che hanno portato il paese ad essere progressivamente lasciato dai suoi abitanti, alla ricerca di luoghi più popolati. Ciò ha permesso a questi paesi di restare immutati nel tempo e intatti nella loro meraviglia antica. Vediamo insieme quali sono i borghi fantasma da visitare assolutamente.

    pentedattilo città fantasma

    Questo delizioso borghetto calabrese arroccato sulla rupe del Monte Calvario, nel comune di Melito Porto Salvo, ha una forma caratteristica che ricorda quella di una mano con cinque dita, da cui deriva dal greco il nome Pentedattilo, ed è uno dei più caratteristici dell’area grecanica della Calabria. Dopo l’abbandono da parte degli abitanti, che sono scesi più a valle per formare un nuovo paese, Pentedattilo sta lentamente risorgendo a nuova vita: ospita tra agosto e settembre il Pentedattilo Film Festival, una mostra internazionale di cortometraggi.

    Fabbriche di Careggine

    Fabbriche di Careggine è una piccolissima frazione del comune di Vagli Sotto, nella Garfagnana toscana, nella provincia di Lucca. Una delle città fantasma d’Italia è anche subacquea, perché fu abbandonata per via della costruzione di una diga che formò un lago artificiale che la ricopre completamente. Fabbriche di Careggine è risorta dalle acqua quattro volte dagli anni Quaranta ad oggi per i lavori di manutenzione della diga. Affascinante.

    civita di bagnoregio città fantasma

    In provincia di Viterbo c’è Civita di Bagnoregio, forse la più famosa città fantasma d’Italia. Civita di Bagnoregio è anche conosciuta come ‘il paese che muore’ perché la rupe di roccia su cui sorge continua inesorabilmente a sgretolarsi. In paese si può accedere tramite una suggestiva passerella panoramica (solo i residenti, attualmente una decina, possono portare veicoli in determinate ore della giornata) e il borgo è ricco di scorci magnifici sui calanchi circostanti. Particolarmente frequentato in alcuni periodi dell’anno, come Natale o in estate, quando diventa cornice del festival del jazz della Tuscia.

    Monterano città fantasma

    Sempre nel Lazio, ma in provincia di Roma, si trova il bellissimo borgo fantasma di Monterano: nel Settecento era un importante centro estrattivo di zolfo, ma fu saccheggiato dai francesi nel 1799 e da lì progressivamente abbandonato dai suoi abitanti, alla ricerca di lavoro e fortuna in altre parti. Incredibilmente suggestivo e magico, Monterano merita una visita per i resti dell’acquedotto romano, la cinta muraria e la chiesa di San Bonaventura con la fontana di forma ottagonale, progettata da Gian Lorenzo Bernini.

    valle piola città fantasma

    In provincia di Teramo, sui Monti della Laga, si trova il minuscolo paese di Valle Piola che è stato abbandonato dall’ultima famiglia residente nel 1977, per via dello spopolamento progressivo del borgo. Soltanto nove edifici e tre chiese costituiscono la ‘resistenza urbana’ di Valle Piola: nel 2011 il borgo è stato messo in vendita su Ebay al prezzo di 550mila euro, con l’obiettivo di farlo acquistare a chi potesse ripopolarlo in modo coerente con la particolarità del luogo, ma al momento non risultano compratori.

    craco città fantasma

    Sempre a Sud, in provincia di Matera, uno dei borghi abbandonati più belli da visitare è sicuramente Craco, diventata una delle città fantasma simbolo d’Italia dopo una frana che nel 1963 spinse molti degli abitanti ad abbandonare il paese per trasferirsi pochi chilometri più a sud, nel nuovo abitato di Craco Peschiera: la frana fu provocata da alcuni lavori alla rete idrica che compromisero la tenuta del paese, poi un’alluvione nel 1972 e il terremoto in Irpinia del 1980 decretarono lo spopolamento definitivo.

    Per la sua bellezza e magia, Craco è stata spesso scelta come set cinematografico, tra i quali ‘Basilicata coast to coast’.[/multipage]

    Roscigno Vecchia

    Roscigno Vecchia sorge in provincia di Salerno ed è una delle città fantasma più celebri d’Italia: abbandonato progressivamente nei primi anni del Novecento per via di una serie di frane che facevano spostare le abitazioni, dalle quali nacque il nome scherzoso di ‘paese che cammina’, il paese di Roscigno Vecchia conta attualmente un solo abitante che vi si è trasferito dopo la morte dell’ultima residente originaria. All’occasione l’uomo, Giuseppe Spagnuolo, fa da cicerone ai turisti che passano a visitare le splendide rovine del paese.

    palcoda città fantasma

    Ci spostiamo nel Nord dell’Italia con Palcoda, una località del comune di Tramonti di Sotto in provincia di Pordenone, suggestivo borgo abbandonato dai suoi pochi abitanti già nell’epoca della Grande Guerra. Da allora, Palcoda è rimasta intatta e disabitata, ed è stata sfruttata come rifugio dai partigiani della Seconda Guerra Mondiale per la sua difficile accessibilità: vi si arriva infatti solo a piedi, tramite sentieri che partono da Tramonti di Sotto e dal paese di Campone. Nel 2011 è stata restaurata la chiesa, oggi visitabile.

    naracauli città fantasma

    Voliamo in Sardegna per il borgo abbandonato di Naracauli, frazione di Arbus, che registra un totale di 37 abitanti assieme ad altri due comuni limitrofi, Bau e Pitzinurri. Naracauli faceva parte del complesso minerario di Montevecchio, importante centro estrattivo della Sardegna sin da fine Ottocento e centro direzionale sia della miniera di Ingurtosu sia di quella vicina di Gennamari, dalle quali si estraevano piombo, zinco e argento. Vicinissime ci sono le splendide Dune di Piscinas. Dopo il picco di cinquemila abitanti, la crisi estrattiva fece chiudere la miniera di Montevecchio nel 1968 e il paese di Naracauli si spopolò; oggi il borgo abbandonato è inserito tra i siti di archeologia industriale tutelati dall’Unesco.

    savogno

    Nel comune di Piuro, in provincia di Sondrio, sorge il borgo abbandonato di Savogno, una città fantasma raggiungibile soltanto a piedi su una ripida mulattiera di 2800 gradini. Il paese è una specie di terrazza naturale sulle cascate dell’Acquafraggia e offre una vista incredibile sulla valle sottostante, ma ha iniziato a spopolarsi progressivamente dopo gli anni Cinquanta, quando l’industrializzazione ha spinto le persone verso luoghi più facili da raggiungere. Nonostante la costruzione di una scuola nel 1961, nel 1968 è stato completamente abbandonato. All’ultimo censimento del 2011, Savogno contava un unico residente.

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