Cimadoro, deputato Idv che chiama i gay ‘culattoni’ [VIDEO]

Cimadoro, deputato Idv che chiama i gay ‘culattoni’ [VIDEO]
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    Gabriele Cimadoro si unisce al coro dei politici che continuano ad aprire la bocca a caso per sparare sentenze e offese omofobe: i gay diventano così culattoni e sono palesemente diversi dai normali. Quel che stupisce di più, però, è che questa volta non ci troviamo davanti ai soliti duri e puri della Lega Nord, ai cattolici integralisti o ex fascisti riconvertiti al soldo parlamentare, bensì ad un deputato dell’Italia dei Valori. Mai intervista fu più stridente con il nome stesso del partito di appartenenza, anche perché Cimadoro è il cognato di Antonio Di Pietro. Che infatti prontamente l’ha richiamato all’ordine rimproverandolo per le frasi inopportune.

    Scavando nel passato del deputato si scoprono però cose interessanti. Cimadoro è infatti un ex democristiano, per qualche tempo compagno di partito di Clemente Mastella, altro personaggio piuttosto discusso. Dal 2007 è parte dell’Idv, eletto alla Camera nel 2008. Il suo pensiero in materia di omosessualità viene espresso ai microfoni di Radio 24 durante la trasmissione La Zanzara: “Tremaglia li chiamava culattoni, io li chiamo diversi. Poi, quando non parlo in pubblico mi scappa anche culattoni.

    Io invece sono orgoglioso di essere normale”.

    Le parole hanno scatenato subito la reazione della comunità gay italiana, che ha risposto attraverso Equality Italia: “Inutile firmare o proporre leggi contro l’omofobia o sul riconoscimento delle coppie gay se nei partiti poi non è condivisa una solida cultura del rispetto e di reale tutela sociale e culturale delle minoranze. A Di Pietro consigliamo una robusta campagna interna di formazione e di selezione del personale politico. Ringraziamo, infine Franco Grillini, responsabile diritti civili dell’Idv, per aver chiesto chiarimenti ed eventuali provvedimenti disciplinari”. Infatti la risposta di Tonino è arrivata subito.

    Di Pietro ha dichiarato che “le parole dell’onorevole Cimadoro sono stupide e irresponsabili. Mi dissocio e mi scuso, anche a nome del partito, con tutta la comunità gay, alla quale rinnovo affetto e stima”. Il problema, però, è che Cimadoro non si è limitato alle offese ai gay durante l’intervista, parlando anche di privilegi cui non si rinuncia, stipendi dei parlamentari troppo bassi e altre perle che faranno discute ancora molto, soprattutto perché vanno esattamente contro tutto quello che, almeno sulla carta, l’Italia dei Valori ha sempre voluto combattere. Buon ascolto.

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