Che cos’è il wikibombing e perché sta invadendo Facebook

Come funziona il wikibombing, la nuova forma di protesta contro il clickbaiting sui social portato avanti da molte testate generaliste, come è nato e chi lo ha 'inventato': il fenomeno è in continua espansione. Siamo andati a scoprire perché.

da , il

    Che cos’è il wikibombing e perché sta invadendo Facebook

    In questi giorni stiamo assistendo ad una particolare forma di protesta sui social: che cos’è il wikibombing che sta invadendo Facebook in segno di dissenso contro le politiche editoriali di molti giornali generalisti? Alcuni lo chiamano con altri termini, associandolo alle zingarate in versione web duepuntozero, ma la sostanza rimane: commentare con voci ‘serie’ di Wikipedia i post Facebook più leggeri, riguardanti gossip o ricette, caricati dai responsabili dei media generalisti. Già così vi abbiamo riassunto in buona parte che cos’è il wikibombing, ma la storia dietro questo speciale fenomeno è davvero interessante.

    Che cos’è il wikibombing e come funziona

    Innanzitutto rispondiamo ad una domanda: che cos’è il wikibombing e come funziona? È una forma di protesta contro il clickbait, ovvero gli articoli di notizie futili che vengono spesso caricati sui social per attirare condivisioni. La ‘leggerezza’, per così dire, di questi articoli è spesso fastidiosa e volta ad attirare click e condivisioni. Per questo gli utenti e follower delle pagine dei principali quotidiani e siti generalisti ‘bombardano’ lo spazio dei commenti con citazioni lunghe tratte da pagine Wikipedia, che non c’entrano nulla con l’argomento in questione: per farvi un esempio, sotto una condivisione social di Repubblica che parlava della proposta di matrimonio di Fedez a Chiara Ferragni, gli utenti hanno incollato la citazione sui lemuri del Madagascar.

    Cosa significa wikibombing

    Il termine ‘wikibombing‘ è stato coniato dai giornalisti di Slow News, che si occupano di monitorare il mondo del giornalismo e della comunicazione, per definire questo particolare ‘fenomeno’ di protesta: la parola è rapidamente diventata una keyword, come hanno riconosciuto gli stessi responsabili del sito. Vale la pena spiegare che cosa è il wikibombing anche attraverso altri nomi: c’è anche chi lo chiama knowledge guerrilla bombing oppure banalmente ‘wikipediate‘, prendendo in prestito il calco delle zingarate, che però non definiscono in maniera efficace l’entità della protesta continua.

    Leggi: Le migliori risposte di Enrico Mentana su Facebook

    Chi ha inventato il wikibombing

    Stando ad alcune ricerche e ad un’intervista rilasciata ai colleghi di Nanopress, chi ha inventato il wikibombing sono gli ideatori della pagina Facebook ‘Roba a caso da Wikipedia’ a rivendicare la paternità dell’idea. Secondo altre fonti, invece, questo modo di commentare a caso per protestare contro il tenore degli articoli nasce oltre un anno fa e con modalità diverse direttamente nella sezione commenti del sito del Il Fatto Quotidiano, da parte di alcuni utenti sempre più esasperati dagli argomenti trattati.

    Il problema del wikibombing

    Una volta spiegato che cos’è il wikibombing, alcuni analisti hanno rilevato uno dei problemi del wikibombing: nonostante la divertente forma di protesta, è anche vero che i continui commenti su una condivisione social su Facebook aumentano l’engagement del post stesso (in pratica l’algoritmo di Facebook riconosce il numero delle interazioni che lo ‘rafforzano’ in termini di autorevolezza), mostrandolo a sempre più persone. In questo modo, invece di penalizzare il contenuto, si favorisce la testata che condivide il clickbait per acchiappare lettori. Il fenomeno del wikibombing è ancora in fase di studio, ma come forma di protesta è sicuramente una novità.