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Brexit: le 6 domande che tutti si stanno facendo

Brexit: le 6 domande che tutti si stanno facendo
da in News

    Brexit, cosa succede adesso?

    52% dei voti: il referendum sulla Brexit si è compiuto, il Regno Unito ha votato sì all’uscita dall’Unione Europea. Le domande che tutti si stanno facendo adesso sono molteplici: quali saranno le conseguenze della Brexit? Cosa comporta l’uscita della Gran Bretagna dalla politica della UE in termini pratici? I paesi che compongono il regno di Elisabetta II, comprendenti anche Galles, Scozia e Irlanda del Nord, hanno votato in massa per abbandonare i privilegi e gli oneri che l’ingresso nelle politiche dell’Unione comporta; l’Inghilterra non era nell’unione monetaria, visto che aveva mantenuto la sterlina come valuta, ma le conseguenze della Brexit saranno molte e per ora possiamo fare soltanto delle prudenti supposizioni. Ecco le 6 domande che tutti si stanno facendo sulla Brexit, e i possibili scenari che si aprono in Europa dopo la vittoria del ‘Leave‘ al referendum del 23 giugno 2016.

    brexit e viaggi

    Le più celebri compagnie aeree di voli low cost come Ryanair e Easy Jet, hanno già messo le mani avanti comunicando che, probabilmente, si troveranno costrette a ritoccare le tariffe verso l’alto, tagliando investimenti attesi. Non va meglio alla British Airways, la compagnia di bandiera, perché dovrà stipulare nuovi accordi con l’Ecaa, lo ‘spazio unico europeo’ che garantisce diritti e doveri della libera circolazione, anche per i voli, in Europa e Usa; la ripercussione si avrà anche con i voli verso il Nord America, che sono regolati da rigidi accordi con Antitrust, Dipartimento dei Trasporti Usa e Ue, e che dovranno essere riscritti. L’uscita dall’Europa comporterà anche un diverso costo del carburante nel nuovo rapporto tra sterlina e dollaro.

    viaggiare in inghilterra

    Nonostante la previsione sull’aumento delle tariffe si potrà tranquillamente continuare a viaggiare in Inghilterra: non ci sarà bisogno di richiedere un visto turistico per visitare il paese, perché altrimenti anche gli inglesi potrebbero incorrere nello stesso problema per visitare l’Italia. Funzionerà come con tanti altri paesi: passaporto in corso di validità e niente visto, almeno fino a quando gli accordi di circolazione delle persone tra Ue e Gran Bretagna non saranno maggiormente definiti. Potrebbe essere questa una piccola scorciatoia per fermarsi un po’ di più e cercare comodamente lavoro, in caso si fosse intenzionati a restare nel paese, date le ripercussioni che la Brexit avrà sull’immigrazione di persone considerate ormai ‘extracomunitarie’ dagli inglesi.

    brexit e università

    La peggiore delle conseguenze della Brexit riguarda chi vuole fare l’università in Inghilterra: si potrà ottenere un visto di studio presentando la documentazione richiesta, ma studiare sul suolo inglese diventerà inesorabilmente carissimo perché non si potrà più richiedere il prestito di 9 mila sterline annue per coprire interamente il prezzo delle rette degli atenei britannici. Fino ad oggi era esteso a tutti gli europei, ma con la Brexit il prestito verrà probabilmente sospeso.

    brexit e italiani all'estero

    Cosa succederà agli Italiani d’Inghilterra, quel mezzo milione di nostri connazionali che vivono per lavoro e amore in Gran Bretagna, e in generale a chi è emigrato nel Paese in cerca di fortuna? Chi è già fisso da qualche tempo potrà chiedere un visto di lavoro tramite il proprio datore, mentre chi vive in Inghilterra da più di 5 anni potrà richiedere la doppia cittadinanza (ingolfando di pratiche gli uffici della burocrazia inglese). Diventano più complicate le procedure per chi invece sarebbe intenzionato ad trasferirsi in Inghilterra: per emigrare si dovrà dimostrare di avere già ottenuto un lavoro sul suolo inglese. Va ancora peggio per i freelance che potranno vedersi costretti ad abbandonare il paese, date le numerose difficoltà di dimostrare di avere un lavoro stabile.

    Brexit, Borsa di Londra crolla

    Le conseguenze della Brexit sull’economia si sono già viste nella prima mattinata post referendum: ribasso dei mercati, indici che non riuscivano ad essere calcolati, la borsa di Londra a picco e la sterlina che tocca il suo minimo storico perdendo l’11% sul dollaro. Al di là della paura iniziale, si apre per la Gran Bretagna un periodo di grande incertezza: le difficoltà economiche del paese sono molte e potrebbero avere ripercussioni anche sugli altri paesi della UE che hanno affari in corso con l’Inghilterra, come la stessa Italia che potrebbe subito un costo dell’aumento delle importazioni. La Bank Of England ha dichiarato sobriamente che si stanno organizzando in attesa dei nuovi accordi, ma il rischio di recessione e l’aumento dell’inflazione nel paese sono tra gli spettri che spaventano di più.

    brexit e sport

    Molti tifosi se lo sono chiesto: cosa succederà alle competizioni sportive europee come Euro 2016, dove l’Inghilterra ha un ruolo di primo piano? Quali saranno le conseguenze della Brexit sul calcio, il rugby e gli altri sport? In caso i nuovi accordi tra Gran Bretagna e UE fossero molto rigidi, tante stelle della Premier League come Cristiano Ronaldo potrebbero essere considerati extracomunitari e diventare molto più cari per le squadre che li mantengono (si calcola un 20% in più sulla spesa dei cartellini). Una persona come Claudio Ranieri allenatore del Leicester potrebbe costare molto di più alle squadre inglesi; inoltre l’Inghilterra non potrà più fare scouting di giovani talenti tra i 16 e 18 anni che, in virtù dell’eccezione dell’Articolo 19 della Fifa (che vieta i trasferimenti internazionali di giocatori di età inferiore ai 18 anni ma non si applica a chi si muove all’interno della UE o dello Spazio Economico Europeo), hanno fatto ingresso sin dalla più tenera età sui campi dello sport inglese.

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