Biotestamento: cos’è, come sottoscriverlo e cosa dice la legge

La legge sul biotestamento è stata approvata, anche se dopo un lungo iter. La definizione di biotestamento o testamento biologico racchiude in sé un grande passo in avanti in termini di civiltà: in Europa solo Irlanda ed Italia restavano fuori senza alcuna legislazione al riguardo. Facciamo adesso il punto sul biotestamento: cos'è, come sottoscriverlo e cosa dice la legge.

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    Biotestamento: cos’è, come sottoscriverlo e cosa dice la legge

    Il biotestamento è legge. Ma vediamo nello specifico cos’è il biotestamento, la definizione e soprattutto come sottoscriverlo e cosa dice la legge in merito. Molto se n’è parlato e tanto ancora se ne parlerà di questo grande passo in avanti simbolo di civiltà: i 180 sì in Senato hanno parlato chiaramente circa quanto fosse forte ed urgente l’esigenza di una legge in merito. 71 sono stati i contrari, mentre 6 gli astenuti, ma ormai il dado è tratto: adesso il testo sul biotestamento passa al Presidente della Repubblica Mattarella, che lo firmerà per la promulgazione.

    Cos’è il biotestamento

    Il biotestamento è una dichiarazione anticipata di intenti circa eventuali trattamenti sanitari, che potranno essere applicati o meno nel caso in cui il soggetto testamentario si trovi colpito da malattia invalidante o irreversibile. Il testamento biologico viene stilato attraverso una DAT, ovvero una Dichiarazione Anticipata di Trattamento, quando il soggetto è in piena capacità di intendere e di volere. Tale DAT può essere o firmata davanti ad un notaio oppure portata direttamente all’Ufficiale di Stato del proprio comune di residenza.

    Per tale dichiarazione non sono previsti oneri di nessun tipo, né bolli o imposte vari.

    Cosa dice la legge sul biotestamento

    La legge sul biotestamento consente al soggetto testamentario di avvalersi del diritto alle scelte terapeutiche e/o del rifiuto di specifiche cure. Il soggetto può anche concordare con il proprio medico di fiducia un piano sanitario, da seguire nel momento in cui il paziente dovesse perdere la facoltà di intendere e di volere: tale condizione è indicata in particolar modo per coloro affetti da patologie invalidanti, croniche o con infausta prognosi.

    All’interno del biotestamento può esserci anche descritta la volontà di coinvolgere nelle scelte mediche altri soggetti, non necessariamente con legami di parentela. Eccezione fatta solo per i soggetti interdetti ed inabilitati: per i primi, a decidere sarà sempre il tutore; mentre i secondi avranno la possibilità di decidere per sé. Per coloro invece che hanno un amministratore di sostegno, il caso verrà vagliato singolarmente. Infine, è importante ricordare che se tutore e amministratore non saranno concordi con le scelte suggerite dai medici benché adeguate e/o necessarie, allora la decisione finale spetterà al giudice.

    Per i soggetti minorenni saranno sempre i genitori a decidere, anche nel caso di coniugi divorziati. In ogni caso, il minore che ha almeno 12 anni deve essere ascoltato e la sua decisione avrà peso in proporzione all’età e alla maturità.

    E’ importante ricordare che il biotestamento non legittima l’eutanasia o il suicidio assistito.

    Modulo del biotestamento: dove trovarlo e come compilarlo

    Al momento non è precisato dove trovare e come compilare il modulo del biotestamento, anche se è possibile richiederne una copia sul sito dell’Associazione Luca Coscionia link, da far poi registrare nel comune di residenza.